In occasione del Grand Gala di Kickboxing e Thai Boxe ThaiBoxing Mania organizzato dal Maestro Carlo Barbuto, ho avuto l’onore di allenare nel Training Mentale gli atleti del Team Barbuto nei giorni precedenti il match. Nell’occasione, ho dato in omaggio al grande campione Ucraino Artur Kyshenko il mio volume “Regie di Cambiamento” (nel link, in versione Italiana), nella specifica versione tradotta in Russo. Artur ha decisamente apprezzato lo sforzo di traduzione nella sua lingua originale e spero, come nella filosofia del Daoshi (la Via della Conoscenza) che la lettura gli offra altri spunti per la sua ulteriore crescita personale e sportiva.

di: Dott. Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.itwww.daoshi.it

Mustapha Haida in preparazione per Oktagon presso dott. Daniele Trevisani - Daoshi

…ieri pomeriggio (sabato) ho tenuto un allenamento di Training Mentale Dinamico e Training Mentale Alfagenico come contributo alla preparazione di Mustapha Haida per i prossimo Oktagon, venuto da Firenze con una persona speciale, il suo allenatore Dimitri Semir Monini, mentre il Maestro Alfonso De Vito riproponeva attentamente il lavoro su nostri atleti del Daoshi. Posso solo dire una cosa: LA SODDISFAZIONE DI INSEGNARE A CHI E’ MOTIVATO AD APPRENDERE. Non ci sono gratificazioni migliori.

Se tutti i nostri allievi impareranno ad avere VOGLIA DI APPRENDERE ED ESSERE CONTINUATIVI E COSTANTI NEGLI ALLENAMENTI, diventeranno migliori come atleti ma soprattutto coltiveranno il loro POTENZIALE UMANO, che gli servirà BEN OLTRE LE 4 MURA DEL DOJO!

Campioni o non campioni non importa… la genetica ha fatto il suo lavoro ma ora, è il nostro momento, ora, tocca a noi. Nel momento in cui “tocca a noi” dobbiamo cogliere questo dono.

La genetica ci ha dato certo bagaglio di partenza (che non è stato deciso da noi), e NOI siamo protagonisti della differenza tra l’eredità genetica e quello che riusciremo a diventare.

STA IN NOI FARLO! SIATE COSTANTI E SEGUITE I VOSTRI MAESTRI IN QUESTO VIAGGIO DI SCOPERTA DEL VOSTRO POTENZIALE PERSONALE!

Credeteci amici, credeteci ragazzi… costanza e volontà possono più della genetica.

dott. Daniele Trevisani, Sensei.

Ho avuto la fortuna di praticare Capoiera con alcuni Maestri brasiliani a Parigi, nel 1989. Mi dicevano che la Capoeira è la trasformazione in danza di una antica forma di lotta africana, importata dagli schiavi, in quanto la pratica diretta era stata proibita. Gli ho chiesto se ci fosse ancora qualche momento di scontro fisico o di tecniche antiche messe fuorilegge. Mi dissero: si, ma solo quando pare a noi. Qui ne vediamo un esempio

Danger Zone: l’eterna sfida tra strikers e grappler

A cura di: dott. Daniele Trevisani (Facebook: http://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani ) esperto in Psicologia e Potenziale Umano per le Arti Marziali e Sport di Combattimento, Coach e Formatore www.studiotrevisani.it – Fondatore gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia http://www.facebook.com/groups/129925420366754/

Responsabile 8° Dan metodo Daoshi http://daoshi.wordpress.com/

_________

Le MMA dividono storicamente gli appassionati in due grandi fazioni. È una filosofia di fondo. Da un lato gli Strikers – che provengono dalla kick, thai, full, karate, etc… e prediligono i colpi, pugni, calci ginocchiate e – generalmente – mal sopportano andare a terra. I Grapplers – venendo dal Judo, Ju Jitsu, Sambo etc… prediligono la lotta corpo a corpo, leve, proiezioni a contatto ravvicinato e molto spesso portano la lotta a terra, dove ottengono sugli strikers un grande vantaggio di esperienza. Basta perà osservare la tabella di allenamento di un professionista di MMA per vedere con quanta disinvoltura si passi da un allenamento di pura boxe ad un allenamento di pura lotta a terra, per poi andare nel regno della thai, poi nella lotta greco-romana, nel BJJ, e chi più ne ha più ne metta.

Attenzione, questo è un articolo di parte.. si perché, confesso, pratico da una vita discipline “in piedi”, dalla Thai e dal Karate, amo le MMA, e…. – influenzato dalla mia storia – preferisco il combattimento in piedi. Il sistema Daoshi che ho sviluppato ha una propria divisa ufficiale intera (Gi) ma questo non tragga in inganno. Lavoriamo soprattutto in piedi. La curiosità però mi ha spinto alla pratica di 14 diverse discipline marziali. Il primo assaggio di cosa volesse dire fare grappling l’ho avuto nel 1991 negli USA dove combattevo nei tornei di Karate Open. Nel mitico garage di un amico, fighter e combattente proveniente dal Taekwondo, abbiamo deciso di provare a capire chi dei due fosse più forte senza regole. Dopo essersi stancato di prendere pugni in faccia, John ha tirato fuori il suo arsenale di Hapkido (a grandi linee, lotta coreana) e mi sono trovato strangolato e in una posizione tale da non riuscire più a muovermi. Abbiamo deciso di mettere assieme le nostre conoscenze e farne un sistema nuovo, per quei tempi, iniziare il combattimento in piedi e continuarlo a terra se necessario. Pugni, calci, ginocchiate, leve, proiezioni, tutti in uno stesso allenamento. Da allora, questa ricerca non è ancora conclusa. Per colmare il divario a terra, negli ultimi 10 anni ho incluso varie discipline di lotta nella mia formazione.  Eppure… dopo una vita spesa a combattere in piedi, a fare kumite, thai, boxe, full, e qualsiasi cosa si possa fare su un ring…  trovarsi le mutande o le ascelle di qualcuno sul naso mi genera un certo fastidio… eppure… rispetto i lottatori come fa un coccodrillo con un anaconda. Qualche volta vince il coccodrillo, qualche volta l’anaconda… ma – se mi è permesso un suggerimento agli strikers, un piccolo suggerimento… se sei un coccodrillo, non sottovalutare mai l’anaconda.

Mi rimaneva dentro una voce, la convinzione che gli strikers fossero superiori. E ancora oggi, non direi mai ad un mio allievo di andare a terra se si trovasse in una rissa da bar o in discoteca. Il rischio che qualche vigliacco ti tiri un calcio in testa da dietro è troppo grande, e i vigliacchi non si fanno scrupoli. Ma lo sport per fortuna ha alcune regole e un bel (anzi, brutto) giorno, mi sembra nel 2005, vedo il Gigante dei Giganti, Ramon Dekkers, con dei pantaloncini ridicoli e attillati, rotolarsi per terra, ma non per via di un colpo, bensì strangolato, e non alla gola… ad una caviglia! Ricarico il video per vedere se non fosse uno scherzo pessimo di qualche disgraziato, un film alterato, non so con che diavoleria. No, era proprio lui, Ramon The Diamond Dekkers, il Turbine dell’Inferno, il Guanto Destro del Diavolo, colui che ha sfidato e vinto i Thailandesi in Thailandia, colui che ha cambiato per sempre la Muay Thai…  irriconoscibile, vittima a terra in balia dell’avversario… finalizzato da una leva alla caviglia… cosa stava succedendo? Il Grappler in questione era Genki Sudo, non uno qualsiasi. Quel filmato avrebbe lasciato pensare che era finita per gli stikers, che tutto era finito, che oramai vinceva solo chi portava la lotta a terra. Ma… un attimo… non è sempre così.

Mi sono ripreso dallo shock solo ricordando con altrettanta chiarezza un video di Wanderlei Silva, ai suoi esordi, presentato come Thai Boxer e Street Fighter, tanti anni fa, dove il Valetudo si faceva ancora a mani nude… lo vidi appena uscito, e mi crogiolavo nell’osservare la facilità con cui a 20 anni Wand distruggeva un Grappler americano con una ginocchiata al viso, mentre questo si lanciava contro di lui per afferrarlo alle gambe. Quel filmato avrebbe fatto pensare che uno Striker può vincere sempre, basta colpire il Grappler appena si avvicina.

Beh, che uno si consideri Striker o Grappler, occorre fare una pausa e riflettere.

Il Grappler può vincere solo se riesce ad entrare nel suo regno, le portate a terra, il wrestling, la lotta. Ma prima di arrivare a quella distanza minima indispensabile esiste una zona di pericolo (Danger Zone) dove i grappler sono estremamente vulnerabili, e una tibiata sul collo, un low-kick al ginocchio, una gomitata d’incontro, una ginocchiata al volto mentre il Grappler cerca la presa (es, un single leg o double leg) sono devastanti, anche per chi pesa il doppio.

La Danger Zone – come l’ho definita nel sistema marziale Daoshi www.daoshi.it  è la zona nella quale un combattente – in base al suo repertorio di competenze e quello del suo avversario – è in pericolo e fuori dal suo territorio di comfort tattico. Un consiglio. Stacci poco, vattene prima possibile, non fare il furbo. Non è la tua aria. Stanne alla larga.

Il recente combattimento di Lesnar contro Overeem dimostra che un campione di K1 può annientare un avversario inesperto nello striking in (ad essere buoni) in non più di 20 secondi, se questo si avvicina alla Danger Zone delle ginocchiate e non sta né più lontano né più vicino (dove è possibile far valere la superiorità nella lotta). Viene da chiedersi perché Lesnar abbia cercato di lottare in piedi contro il migliore del suo peso. Ma ci sono questioni di lucidità tattica di cui è facile parlare da fuori, mentre sul ring o in una gabbia le percezioni si alterano. La lucidità tattica è la costante consapevolezza di cosa stia accadendo, di quanto riusciamo a tenere il nostro avversario nella nostra Danger Zone e stare lontano dalla sua.

Nessun terreno è neutro. Porta il tuo avversario là dove sei più allenato, non fare il furbo sul terreno altrui. Se sei abituato a scalare montagne, non metterti in mare senza preparazione.

Vincere oggi dipende da un mix accurato tra (1) capacità di colpire i punti esatti che i grappler espongono durante le loro fasi di assalto, e (2) assalire per primi per colpire i punti che i grappler non sanno difendere. Ci sono altrettante possibilità tuttavia per i grappler, che vogliono lavorare sulla strategia anzichè sulla forza. Finte, takedown speciali, diavolerie di ogni tipo, pur di portare la lotta a terra. Youtube è pieno di video dove giganti vengono demoliti da fighter con 50 kg di meno che usano però maggiore tattica, sia grappler che striker.

Royce Gracie mi ha sorpreso, come tutti, ha vinto e meritatamente nelle MMA finchè gli strikers non hanno imparato a non farsi portare giù, e finchè gli hanno messo contro persone incapaci nella difesa dal takedown.  Uno Striker che vuole fare MMA deve dopo aver imparato le basi necessarie a non farsi portare giù. Ma la storia è storia. 5, 10 o 20 anni di pratica non si cancellano. Saper come cavarsela una volta a terra, non deve essere confuso con il diventare per forza un grappler. Qualcuno che conosco ha visto Alessio Sakara allenarsi alla famosa Gleason’s Gym – la mecca del pugilato a Brooklyn, NY, e non su un tatami.

I grapplers possono vincere solo finchè le regole non permettono di colpire al volto durante le fasi di avvicinamento o a terra, incontrano qualcuno che viene da una disciplina di striking pura e non ha mai studiato altro. A parte i gusti personali,  ricordo tuttavia che ogni tanto una “rantolata” sul tatami con un forte praticante di grappling ti riporta con i piedi per terra (anzi, con il c**o)… e l’umiltà serve a tutti. Personalmente ho avuto l’onore di fare uno sparring leggero e tra amici con Fernando “Pimpolho” Miranda, uno dei più forti combattenti del BJJ mondiale, ed è stato uno spettacolo notare la facilità con la quale una persona può giocare con te poi decidere di finalizzarti quando e come vuole (purchè ovviamente si rimanga nelle regole della non percussione). Ma ho anche fatto sparring e stage, una ventina d’anni fa, con campioni olandesi di Kick e Thai come Bob Schreiber e Rob Kaman, e francamente non saprei… è sempre la storia del coccodrillo e dell’anaconda… direi che è bene rispettare entrambi.

E allora? Tocca studiare… come sempre… tocca praticare tutte le arti. Musashi, il più grande Samurai della storia, praticava anche l’arte della calligrafia e della pittura. Questo faceva di lui un migliore combattente, una forma antica di training mentale che oggi i praticanti MMA moderni hanno perso.

Non hai mai finito di studiare ed è bene che sia così. E tutto sommato, è bello. E’ bello imparare ad accettare che il combattimento sia su più livelli. Per fortuna ho visto tutte le ultime edizioni dell’UFC e noto un cambiamento di tendenza, noto che gli striker si fanno trovare sempre più pronti, hanno contromisure sempre più efficaci all’essere portati a terra. Credo sia sempre questione di regolamenti, il mitico Fedor quando poteva tirava giù la gente con dei ganci da paura, e prima possibile, e teneva il suo Sambo da paura come arma di riserva, sebbene fosse persino più forte come grappler. Vedremo ancora momenti epici di lotta striker contro striker, e grappler contro grappler, ma la sfida striker contro grappler e viceversa rimane sempre la più entusiasmante.

Lasceremo la parola ai prossimi match per vedere l’evoluzione di questa fantastica storia…

Kickboxing.MMA Kumite stile Daoshi sparring esibizione benefica in teatro Natale 2011, Kickboxing Ferrara Italy

Maestro Daniele Trevisani Daoshi Sensei 8° Dan vs Daoshi Red Belt Nicola Ferrari, Campione Italiano Low-Kick light Iaksa

gruppi presenti kickboxing mma daoshi copparo argenta ferrara finale emilia cento mirabello

Pratica fisica e meditazione nella natura: le sane abitudini dei veri guerrieri. Se i più avanzati Maestri sono arrivati a capire che questo era bene, ci sarà un motivo…

______

fonte: Incontro con il Tao, Budo International, sett 2011, p. 8

Lo Scintoismo era la religione ancestrale dei Giapponesi, la cui base è la venerazione dei principi della natura e il contatto con essa attraverso pratiche sui monti, mari e fiumi..

Per questo motivo il Maestro era solito andare una volta al mese in montagna per mettersi in contatto con la natura e meditare nella più assoluta solitudine, oltre che per perfezionare i suoi Kata sotto le cascate d’acqua gelida cercando di mantenere il suo spirito sereno, pur essendo nel mezzo delle più severe condizioni…

Da: Incontro con il Tao, Budo International, sett 2011, p. 8

____________

Possiamo trarre molte ispirazioni da queste pratiche:

realizzare ritiri mensili o bimensili, in una baita o rifugio di montagna, e allenarci. Allenarsi sia fisicamente che mentalmente. Solo per dare un esempio, possiamo praticare in condizioni normali, poi in condizioni di maggiore pressione (es, colpire sui Pao in salita, con il compagno di allenamento che arretra)… e centinaia di altri esercizi che alternano fasi leggere e pesanti, tecniche dure e morbide (utilizzando come parametro la Scala di Fisher, strumento utilizzato in Psicologia e decisamente sconosciuto nel campo delle Arti Marziali e di Combattimento)… possiamo condurre una buona giornata di allenamento e concluderla, dopo una sana doccia, con una pratica di meditazione, visualizzazione, training autogeno, sviluppo di piani di miglioramento personale e del team.

Ed ancora:

 

  • fare sparring o shadow boxing in acqua di mare per studiare il movimento al rallentatore e aumentare la pulizia del movimento
  • praticare lotta su terreni sconnessi
  • esercitarsi a cogliere le micro-percezioni uditive e olfattive che l’ambiente offre, per aumentare le capacità di attenzione e concentrazione
  • … e moltissime altre tecniche ancora…

Visualizza con la mente un luogo speciale della natura, un luogo dove ti sentiresti a contatto con le forze naturali, Osserva alcune di queste immagini.. in quale luogo senti che potresti allenarti meglio?

Qualsiasi sia la tappa del viaggio che vogliamo percorrere, ricordiamo alcuni punti fondamentali:

  • Esistono luoghi che hanno il potere di aprire l’anima.
  • Esistono pratiche che ci offrono la possibilità di uscire dalla routine e trovare stimoli completamente nuovi.
  • Per salire di livello, raggiungere livelli ancora non esplorati, a volte bisogna percorrere strade diverse dalle solite, strade ancora non esplorate.
Queste pratiche non possono portare nessun danno, solo benefici. La guida di un Maestro esperto è fondamentale nella conduzione del gruppo e del training, per evitare eccessi e portare gradualmente le persone ad apprezzare e cogliere il massimo di queste esperienze, senza disagi, senza pericoli, ma come momento che una una sua sacralità, un momento speciale, benefico, potenziante.

Se persone che hanno dedicato una vita ad una missione hanno capito qualcosa, su come raggiungere quella missione, di questo dobbiamo avere rispetto, e da questo trarre ispirazione.

dott. Daniele Trevisani, Sensei 8° Dan Sistema Daoshi

Ci sono rare persone, rarissime, che leggono per leggere tra le righe senza fermarsi alle parole. La maggior parte delle persone non legge.

Tra i pochi che leggono, la stragrande maggioranza non ha strumenti per capire, abituata oramai al linguaggio delle immagini anestetiche della tv, si limita a ingurgitare paragrafi senza capire niente. O meglio. Fa prima. Legge solo i titoli dei giornali e le prime righe se va bene.

Una ristrettissima parte, davvero limitata a pochi esseri umani, non solo legge libri, ma si chiede cosa sta leggendo e quali sono i messaggi nascosti nel testo. Oggi, che vanno di moda i corsi di “lettura veloce” (puttanata atomica). Oggi, che nelle università insegnano la tecnica dello “skimming books” (scorrere un testo di qua e di la per farsi un’idea). Oggi, periodo in cui se un insegnante vuole punire uno studente gli da qualcosa da leggere.

Bene, quando qualcuno legge per capire i significati profondi, al contrario, è una assoluta rarità. Quando questo succede possiamo parlare di un Miracolo.

Onore e merito a chi sta coltivando l’antica arte della lettura e soprattutto della meta-lettura, la ricerca dei messaggi profondi o nascosti in un testo.  Ricordo che per l’esame di Semiotica all’Università di Bologna, per capire davvero il significato del “Trattato di Semiotica Generale” di Umberto Eco ho dovuto leggerlo 3 volte, e tutte le volte scoprivo qualcosa di nuovo, qualche messaggio nascosto, qualche passaggio che mi era sfuggito.

Gian Paolo Doretti è praticante di Arti Marziali ma soprattutto una persona curiosa di capire e di conoscere. Consiglio a tutti di legggere la sua recensione del primo capitolo del volume “Il Potenziale Umano”.

Quello che mi stupisce è la concordanza con quello che penso. Parole che escono dal cuore, senza filtro, soprattutto sulla parte negativa della medaglia. Riporto le parole di Gian Paolo, riferite al variegato mondo del coaching.

… nell’universo, ambiguo oserei dire, dei vari training-coach,life-coach, team-coach e nun-so-de-che-coach ho guardato sempre con sospetto il materiale di questi pseudo-liberatori delle coscienze altrui, spacciatori di sogni di potenza verso la realizzazione dei desideri primari (di un primate): successo (fama, notorietà), soldi (potere) e appagamento (quindi sesso).
Queste righe sono incredibili perchè sembrano uscite dalla mia tastiera, ma non le ho scritte io!! Ma come? Io approvo queste parole e poi sono un coach e formatore? Assolutamente si. Perchè esistono due modi sostanzialmente diversi nel farlo. Come ricercatori, studiosi, e formatori che hanno dedicato una vita allo studio, oppure come ciarlatani e venditori di promesse, di facilità, di magie.
Ci sono persone che prendono un titolo sul quale si legge “Master” in un weekend. Il mio Master, dopo la laurea in Italia, è durato 2 anni di full-immersion negli Stati Uniti, 12 ore al giorno di studio ininterrotto, 6 giorni su 7,  2 anni in cui ho dormito per terra dovendo scegliere tra pagare le rate universitarie o arredare l’appartamento.
E so quanto ancora ho io stesso da imparare. Per questo, la gente che promette magie e facilità, gli imbonitori, mi fanno schifo.
Mi occupo di coaching e formazione da 24 anni, dedicata ad ogni tipo di pubblico, imprese, militari, atleti, manager, e persone normalissime, so quanto sia difficile non cadere nella trappola della manipolazione, diventare spacciatore di sogni, ma invece aiutare concretamente le persone, uno ad uno, o in piccoli gruppi.
So che occorre cercare di rimanere con i piedi per terra, non illudere la gente sulla facilità e le magie e dirgli la verità, dirgli che serve parecchio lavoro e impegno per cambiare e formarsi, occorre rimanere umili e lavorare su se stessi come si lavora in palestra.
Non ho mai visto qualcuno diventare cintura nera in 1 anno, e se così fosse, non sarebbe nè meritata nè vera. Lo stesso vale per il coaching sul Potenziale Umano. Al contrario, molti formatori motivazionali illudono le persone di poterle “resettare” in un weekend. Bugie tremende.

Ma leggiamole dal vivo le parole di queste persone. Anthony Robbins, così come una intera generazione di adepti della PNL, scrive: Cosa ti farebbe sentire più vivo e “abbondante” oggi? Non domani? non tra 10 anni. Non in qualche giorno del futuro-oggi!. – testo originale dal sito: What would make you feel more alive and abundant today? Not tomorrow. Not 10 years from now. Not some day in the future—today.

Non esiste… mi dispiace per tutti quelli cadono nella trappola della promessa di facilità. Non credete a chi promette ricette magiche. Per cambiare profondamente, per crescere, servono “percorsi” e non “iniezioni rapide”. La cultura della rapidità del successo, promossa dai Guru motivazionali americani e loro adepti, è l’opposto della tradizione orientale, latina e greca che promuovono l’analisi profonda e l’introspezione. Questa è una vera battaglia culturale, non solo una differenza tra scuole.

Il Daoshi, la disciplina che ho fondato, significa “la via della conoscenza”, la via dei Maestri”, e prevede lo studio di 14 discipline diverse (fisiche) e variegate discipline di training mentale e bioenergetica. Si diventa efficaci nel difendersi dopo 3-4 mesi, ma servono 30 o 40 anni per pensare di essere arrivati da qualche parte nel proprio viaggio di conoscenza.
Il metodo HPM, altrettanto, propone 6 aree di lavoro entro le quali la ricerca e l’esplorazione non possono mai avere fine, perchè non esiste un vero punto di arrivo, ma un continuo viaggio di scoperta.
Spero che le persone tornino a leggere, tornino a saper leggere, tornino a distinguere quando stanno leggendo tra spazzatura, bugie, e qualcosa che contiene valori o suggerisce strade “antiche” che parlano di impegno e sudore anche quando questo non sia più di moda.
Me lo auguro con tutto il cuore, per tutti i ragazzi che oggi non leggono.
Daniele Trevisani, www.danieletrevisani.com

Mi chiedo seriamente se chi produce film si chiede mai che effetti sta generando nei giovani che li guardano, o se persino questo gli possa interessare.

Molti video nei film come questo, o in Rocky, o Van Damme, Segal, e tantissimi altri film d’azione e di arti marziali, altri – pur di aumentare l’audience e far parlare di sè – mostrano scene irreali: es, in questo video, un soggetto che si rialza dopo aver preso un gancio a tutta potenza da un peso massimo, in pieno mento. E non una, ma due volte. Per chi ha qualche dimestichezza con le arti marziali e gli sport da ring, un gancio destro in pieno volto a piena potenza e senza che venga attutito da una qualsiasi guardia, preso da un peso massimo, genera un KO immediato, anche su un altro peso massimo.

In altri video, gente che si rialza dopo aver preso una sprangata in faccia con un tubo di metallo pieno (es, Die Hard, etc).

Nella realtà non ti rialzi neanche con una gru, e puoi morire.

Questi video sono pericolosi perchè i più giovani possono pensare che in strada potrebbero fare una rissa e cavarsela, mentre la realtà è che un colpo in una rissa o una caduta dove batti la schiena su uno spigolo possono farti morire o paralizzarti per tutta la vita, e che ogni colpo duro preso in punti vitali può farti danni enormi.

Altro che rialzarsi grazie alla voce del presunto Maestro di Arti Marziali di turno…

Per chi fa video, sarebbe ora di chiarire bene se si tratta di esibizioni, di fantascienza, coreografie, o di bugie spacciate per realtà.

Daniele Trevisani

corso kickboxing mma daoshi Ferrara, corsi MMA Kick e Thai Boxe Ferrara

Allenamento gratuito Kickboxing, Mixed Martial Arts e Daoshi Difesa Personale, venerdì 9 settembre, Centro Cocoon, Via Pomposa, 164 – Ferrara. Orario 20-21.  con il M°  Daniele Trevisani e il Campione Italiano Nicola Ferrari. Chi vuole fare un salto a provare o vedere è benvenuto… Tel. Palestra 0532.741605.

Corsi Kickboxing MMA Daoshi a Ferrara: Allenamenti regolari il mercoledì e venerdì h 20.30-21,30, Club Cocoon.

 

Articolo sulla preparazione alle gare di arti marziali e sport da ring

http://kombatmagazine.blogspot.com/2011/08/psicologia-marziale-la-preparazione.html