Formazione come obbligo morale di chi dirige – questioni di terremoto e oltre

Non so so come fare per esprimere la rabbia, l’indignazione di un formatore che insegna management e vede – nei fatti – bambini sotto le macerie. Si deduce, se non sei idiota, che la gente che deve amministrare – a vari livelli – non sa gestire e anticipare i problemi, e la gente muore ancora di terremoto, come nel medioevo si moriva di influenza…. Non è una questione di risorse, è una questione di impieghi e priorità (e le prioritization skills, o capacità di fissare le vere priorità, sono una competenza formativa determinante e coltivabile, non un lusso).

E gli intellettuali chic, i megadirigenti dai megastipendi, i manager snob, tra un cocktail party e un taglio di nastro, ne sanno qualcosa?

Questo mi renderà ancora più incazzato quando vada a parlare di corsi di management a degli amministratori pubblici, come OBBLIGO MORALE e non un lusso…. Chi è morto sotto le macerie ringurazierà, dall’alto, chiunque di noi farà qualcosa per riportare le risorse pubbliche e private sui problemi veri, e non sulle cazzate. Tra i problemi veri vi sono le capacità decisionali e previsionali di chi dirige. Punto.

Imparare a mettere in priorità le cose, è unprincipio basilare del management. Non è un lusso, insegnarlo è un fine nobile, la gente muore davvero per incompetenza di chi amministra, così come le aziende finiscono per chiudere quando il management è incompetente, le famiglie piangono, se non l’hai visto non ci credi, o lo prendi come un problema di altri, ma se ti capita poi ci credi! Io l’ho già visto troppe volte.

Pensiamo veramente a queste cose, quando si promuove un corso manageriale di qualità si da un conributo alla VITA e si promuove SAGGEZZA, altro che palle!

Il prezzo della non formazione dei dirigenti pubblici (o della formazione fatta male) è la malagestione, l’incapacità. Da questa deriva morte, lo vogliamo capire? Il prezzo della malagestione o incapacità gestionale è troppo alto anche per le aziende… basta, è ora di finire di considerare la formazione un lusso… la formazione (quella fatta bene) è la linfa vitale di una struttura sana, di una azienda sana, di un dirigente pubblico o privato sano, il resto è malattia, falsità, ipocrisia.

Daniele Trevisani

1 commento su “Formazione come obbligo morale di chi dirige – questioni di terremoto e oltre”

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