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Liberarsi dall’ansia e dalla paura

Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

Allenarsi e combattere senza paura e senza ansie inutili è possibile. Lo stesso vale per il lavoro, o fare una presentazione o public speaking.

Si tratta di vivere allenamenti e gare, o performance lavorative, come atti di libertà, atti di vita, momenti di festa e di gioia, nel rispetto delle tradizioni, ma con un tocco personale, il che significa esprimere se stessi e non lo stereotipo di chi deve vincere per forza. Pensieri come “devo vincere” o “devo fare bella figura” non portano a libertà ma danno sostegno ad emozioni negative, che vogliamo invece tenere lontane da noi nel Dojo, sul ring, o sul lavoro.

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La libertà ha come contraltare l’imprigionamento, la paura, l’ansia. Ebbene, queste “prigioni” sono molto più corporee di quanto pensiamo. Costruiscono muri invisibili che ingabbiano le persone peggio delle sbarre.

Un messaggio importante: esistono esercizi, seri, molto seri, che ti aiutano a distinguere le “percezioni”, le “sensazioni” di paura e di ansia inutili e controproducenti, e possono liberarti da paure inutili. Li conduco personalmente, derivano dalle Arti Marziali e dal training mentale per gli sport da ring. Del resto non puoi combattere ad alti livelli se hai paura di farti male, paura della gara, paura di confrontarti, paura del pubblico, vergogna di poter perdere, e quasi tutti gli atleti e potenziali campioni si arrestano per queste paure e non per veri traumi.

Ne farò omaggio prima possibile alla comunità tramite video, essendo quasi impossibili da descrivere a parole.

Ma torniamo a quanto invece si può scrivere.

Vorresti essere libero dalla paura, libero dall’ansia? Tutti lo vorremmo, ma se fossimo completamente liberi dalla paura, nessun segnale arriverebbe a dirci “stop” nell’attraversare una strada piena di camion e saremmo schiacciati come topi. Quindi, vogliamo liberarci di “tutte” le paure o vogliamo imparare a gestirle diversamente e discriminarle?

Io ascolto i messaggi della paura, li tratto con rispetto e imparo essi, ma non mi faccio limitare”. Questa frase di Ross Heaven, che proviene dalle tecniche usate nella formazione dei Ninja, i guerrieri giapponesi, esprime bene come un certo approccio di consapevolezza aumentata possa liberare la persona da fardelli inutili.

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Articolo di Daniele Trevisani, Copyright, estratto con modifiche dal libro Psicologia della Libertà, Edizioni Mediterranee, Roma

Corso Kickboxing Arti Marziali MMA Copparo

Maestro Daniele Trevisani, Corso Kickboxing  Arti Marziali MMA  Arti Marziali Miste Copparo . Inviare mail al form per contatti, vedi sito www.studiotrevisani.it

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Per contatti relativi ai corsi di arti marziali a Copparo tenuti dal Maestro Daniele Trevisani, 9° Dan MMA, vedi sito http://www.studiotrevisani.it

Curriculum sportivo Maestro Dott. Daniele Trevisani

Dott. Daniele Trevisani

Martial Arts Master, Holistic Operator in Bioenergetics, Wellness and Mindfulness

Main cultural background

  • “Laurea” Degree in DAMS-Communication at Bologna University, Dept. Of Communication Science, “Cum Laude” (with Academic Honors)
  • European Union Master in International Marketing (900 Hours), by IFOA Institute
  • Master of Arts in Communication, University of Florida, USA (1,5 years program).
  • Languages known: English (high proficiency), Italian (mother tongue), French, Spanish, German (good conversational skills)
  • Certificate as Instructor of Bodybuilding and Fitness (1994) from FIF (Italian Fitness Federation)
  • European Certificate as Counselor (5 years Program), specialized in Bodily Counseling and Relational Counseling, 2016

Picture: Highlight of coaching in Glory WorldSeries Tournament, Rome

Nella foto, il Maestro Trevisani conduttore dello stage Training Mentale per gli sport di Combattimento presso Profighting Bologna.

  • Master, Coach and Practitioner with 30+ years of experience, 3 black belts achieved, 15 disciplines practiced, developer and main Master of the Daoshi System (MMA & Mental Training)
  • Trainer and coach of 5 World Champions in different disciplines
  • Personal experience as fighter in Open Karate Tournaments in the USA and Italy for 5 years
  • Coach of Managers and Professionals on Wellness and Self-Improvement
  • Testimonial, Trainer, Speaker in Fitness Events

Developer of Special Training Events for Mental Training in Martial Arts & Combat Sports (Taekwondo, Kung Fu, Ju Jitsu, Kickboxing, Muay Thai, MMA.

Picture: Keynote Speaker in the main Italian Fitness Forum, on “client-Centered Approach to Wellness Coaching”

  • Wellness Consultant for Sports Clubs
  • Expert in special fields of Sports Marketing Promotion and Motivation
  • 2 years of institutional experience as Public Officer (Assessor) in the municipality of Ostellato (Italy) as Sports expert, aimed at the diffusion of fitness & wellness activities

Director of the Coaching Section of the “STEP Coaching and Counseling School” recognized by AC (Association for Coaching, UK)

  • Trained and supervised 100+ experts in Wellness, Psychologists, Counselors and Psychotherapists, Business Leaders, Sports Coaching, including Professional Coaching experts in swimming, fitness, yoga.
  • Responsible for a special program of one-to-one coaching for Captains of Cruise Ships (Costa Cruises, Carnival Corporation), merging holistic areas that included communication training, wellness, stress reduction, bioenergetics, Mental Training (Greece, Turkey, Russia, Sweden, Portugal, Tenerife).
  • Responsible for special one-to-one coaching programs for Generals of the Italian Army and NATO Special Forces, on self-improvement, stress management and emotional management, mental training and performance under stress. 11+ years of experience, training 24 Generals and 100+ Special Forces Officers.

Just a few pictures of experience in kickboxing pro coaching and training

Mental Coach for Glory 3 Intercontinental Event

Mental Trainer European Kickboxing Champion Francesco Palermo

Coaching Support World Champion Gago Drago

Mental Coach for Mustapha Haida, Intercontinental Kickboxing Champion (Here with Robin van Roosmalen at Glory Rome)

Mental Trainer World Champion in Boxing Simona Galassi

  • Skills principali: Communication Skills, Public Speaking, ottime conoscenze area Sport & Coaching, Bioenergetica, Potenziale Umano e Sport, doti di Leadership, Volontà, spirito di Apprendimento costante.

Alcune esperienze nel Mental Training

  • 2015, Responsabile introduzione del Mental Training presso gruppo ProFighting Europe
  • 2016, Organizzatore del primo evento italiano per la diffusione del Mental Training nelle Arti Marziali e Combat in Italia (oltre 60 agonisti PRO e Maestri partecipanti)
  • Dal 2012: Responsabile di settore (Disciplina Daoshi) presso Federazione WTKA
  • Team Training of athlets of Master Carlo Barbuto for ThaiboxingMania Event, 4 feb 2012, Torino: Paolo Fiorio, Christian Zahe, Patrick Carta. Vincitori Fiorio e Carta
  • Preparazione di Mustapha Haida vs. Hunkar Kilic, Oktagon del 24/03/2012 al Mediolanum Forum Assago (MI) – Vincitore Haida
  • Preparazione Mustapha Haida vs. Sharos Huyer, Bergamo 5 maggio 2012 D-FIGHT Tournament – Vincitore Haida (Rai Sport)
  • Preparazione Mustapha Haida vs. Samba Bocar, Figline Valdarno, 9 Giugno 2012, Match for the title of WAKO PRO Intercontinental Champion
  • Preparazione di Francesco Palermo vs. Cosimo Saracino, Titolo Italiano WAKO Pro

Mental Trainer for Female World Champion in Boxing, Simona Galassi, WBC World Champion

 

 

 

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Vivere intensamente lo sport: unire la preparazione fisica, tecnica e il Training Mentale

Daniele Trevisani Simona Galassisimona_galassi_21Simona-Galassi-31_image_galleryDa: Il Diario di SIMONA …(DA LEGGERE PER CHI AMA LO SPORT VISTO DA CHI LO PRATICA E NON DA CHI NE PARLA SOLO) PS. Fonte: Blog di Simona Galassi, Campionessa Mondiale di Boxe

05/05/2013
ALLENAMENTO FULL TIME!!!!

Nonostante la chance mondiale sia definitivamente sfumata e la certezza di un Titolo d’Europa non sia ancora una notizia ufficiale….il mio programma rientra nel vivo e i ritmi di lavoro tornano incalzanti….il lavoro di preparazione atletica con Davide Carli si sta trasformando da funzionale allo specifico dell’esplosività ed il lavoro è tosto ma con grandi risultati… da Ale Duran siamo tornati alla classica e nutriente dieta di pane e guanti e devo dire che sono soddisfatta del fatto che pian pianino sto metabolizzando i nuovi schemi motori su cui sto lavorando da mesi con Alessandro e sul ring sta venendo fuori una nuova spontaneità pugilistica che spero possa colmare alcune delle mie lacune soprattutto nello stile di combattimento puramente professionistico….a ciò si aggiunge il lavoro con Daniele Trevisani che il venerdì mi coinvolge nel mio terzo allenamento giornaliero in un lavoro un pò diverso dal solito: una commistione di apprendimento tecnico e mentale in forma dinamica (ovvero un’applicazione pratica ) e il training mentale nella sua forma più pura attraverso le sedute di rilassamento e visualizzazione( dove io puntualmente raggiungo uno stato di rilassamento tale dove i miei pensieri partono per la tangente e vanno per conto loro!!!) ….questa settimana abbiamo lavorato ad esempio sull’applicazione della potenza nei colpi e nella fase dinamica è stato interessante il percorso di avvicinamento all’applicazione massima dell’efficacia: curare tutti gli aspetti, la respirazione, l’intenzione del gesto e gli aggiustamenti della distanza , dell’equilibrio che mi hanno portato al risultato di riuscire a rovesciare a terra con un colpo il sacco con base a terra che nei primi tentativi si inclinava ma non intendeva subire il mio ko!!!!! …iniziamo intanto ad atterrare gli avversari scarsi…..ah ah !

Questa domenica di riposo è stata un pò spenta a causa del tempo grigio e della pioggia ma aver ritrovato i semplici momenti da passare con gli amici, quelli veri è stata una vitale linfa nella risalita della lancetta dell’umore!!!

 

Nota:

Simona Galassi, Campionessa Mondiale di Boxe, è una veterana del ring ed inoltre laureata in Scienze Motorie… ps, la simpatia ed umanità di Simona si possono descrivere a fatica… occorre conoscerla di persona

Conoscere la Bioenergetica

Come attingere alle leggi del corpo per potenziare la propria energia?

  • Il ciclo naturale di “contrazione” ed “espansione” è il ciclo fondamentale dell’energia sul quale si basa il funzionamento di molti sistemi umani.
  • Apprendere a gestire questo ciclo permette di generare prestazioni fisiche più efficaci ma anche semplicemente vivere in una condizione di maggiore benessere.
  • Quando questo ciclo si blocca o si deteriora possono insorgere numerose patologie, sia fisiche che emozionali.

Studieremo quindi – praticamente, con esercizi svolti in palestra, sia di attivazione che di rilassamento guidato – come riattivare i cicli energetici naturali.

I segreti di questi momenti – contrazione ed espansione – sono anche alla base delle Arti Marziali, che da millenni studiano l’amplificazione delle energie personali, così come della Psicologia moderna, della Psicosomatica, e delle Scienze del Potenziale Umano.

Il metodo sviluppato dal dott. Daniele Trevisani include

  • Scioglimento articolazioni
  • Flessibilità e coordinamento, scioltezza del corpo
  • Esercizi di radicamento
  • Grounding dinamico: la sintonia delle energie
  • Movimenti energetici derivanti dalle arti marziali
  • Energia e comunicazione non verbale: sguardo ed espressioni, posture e corpo
  • Esercizi di attivazione corporea
  • Esercizi di visualizzazione
  • Eercizi di rilassamento

Le attività di bioenergetica condotte dal dott. Daniele Trevisani vengono realizzate per manager, sportivi, agonisti e atleti di sport individuali e di squadra. Vengono inoltre realizzate specifiche iniziative intra-aziendali e su gruppi di formazione nelle aree della psicologia, della comunicazione e della crescita personale.

Un esempio di attività di bioenergetica condotta con la partecipazione del dott. Daniele Trevisani presso Associazione Lauretana a Ferrara (volantino scaricabile  in pdf bioenergetica)

Qui invece, un esempio di iniziativa di intero weekend, un Master esperienziale in Bioenergetica, organizzato da Ciro Imparato, condotto da Daniele Trevisani e Ciro Imparato, a Roma, presso Kledy Studio Dance.

Ottimo e raro esempio di integrazione tra studio sulla comunicazione e sul corpo. Una lodevole iniziativa da parte di Ciro nel suo Master FourVoiceColors® – un contributo importante per tutti i suoi affezionati studenti e praticanti.

Profilo dott. Daniele Trevisani

Il dott. Daniele Trevisani, ricercatore, coach e formatore, è uno dei principali ricercatori Europei nel Coaching sul Potenziale Umano, Comunicazione, Energie e Potenziale Personale.

Il suo volume recente “Il Potenziale Umano” sintetizza alcune delle sue scoperte e metodologie – visibile al link seguente (scheda online sul volume Il Potenziale Umano)

Professionalmente, opera da 25 anni sia nella formazione manageriale, nella formazione aziendale, e nella formazione di atleti e agonisti nelle arti marziali.

Laureato in Dams Comunicazione e con Master alla University of Florida, è stato formatore per Istituzioni quali Nazioni Unite, oltre 250 aziende italiane ed estere, e in 10 diversi Master universitari.

Nelle Arti Marziali, a seguito 15 diverse discipline ottenendo 3 cinture nere, e il grado più alto in Europa (8° Dan) nel sistema Daoshi Bushido. Trai suoi allievi annovera manager e atleti, inclusi 5 Campioni Italiani, 2 Campioni Mondiali di Kickboxing, 1 Campione Intercontinetale. Segue come coach nel Training Mentale numerosi campioni nazionali e internazionali di Muay Thai e Sport di Combattimento.

E’ stato inoltre formatore su temi di psicologia e comunicazione presso Agenzie delle Nazioni Unite.

Corso in full immersion di Bioenergetica a Roma, 2 giorni con Ciro Imparato e Daniele Trevisani presso Kledi Studio

Bioenergetica

Corpo e mente sono la stessa cosa: si imparerà a rendere più felice il corpo eliminando le tensioni ed aiutando la mente verso gli obiettivi.

bioenergetica ciro imparato daniele trevisani kledi studio romall corpo è la privilegiata porta d’accesso ai nostri pensieri.

  • La comunicazione non verbale si manifesta attraverso la vitalità e l’armonia corporea.
  • Quando subiamo stress, paure e conflitti, questi si cristallizzano nel corpo sotto forma di tensioni e blocchi che limitano la vitalità e la libera espressione di sé fino a compromettere la salute.
  • Lo scopo del workshop di bioenergetica è di riconoscere le tensioni e i blocchi e imparare a scioglierli per tornare in armonia con il proprio corpo.

Obiettivi
1. Imparare a riconoscere la contrazione e l’espansione muscolare
2. Il grounding – stare con i piedi per terra
3. La respirazione
4. Il suono
5. Autoregolazione delle emozioni
6. Mobilizzazione della contrattura muscolare
7. Il risveglio e la liberazione dalle tensioni

Contenuti
Nel seminario il partecipante apprenderà il ciclo naturale dell’energia e ad avere grounding ovvero “avere i piedi sulla terra”, essere in contatto con il proprio corpo.
Il partecipante sarà invitato ad lasciar uscire i suoni che, se lasciati fluire liberamente, attraversano il corpo come una corrente vibratoria, ne allenta le tensioni, rendendolo più vivo. Acquisirà la capacità di autoregolazione, che non è una struttura di autorepressione, ma una struttura di autocontenimento: una struttura psico-fisica che, rinforza il senso di identità, consente di lasciarsi andare, di arrendersi ai sentimenti e alle emozioni, senza paura di esserne sopraffatti.
Terminata questa fase di contatto con se stessi e di ascolto si entrerà in un lavoro di mobilizzazione di una zona del corpo, per esempio le braccia, e si imparerà ad aumentare o scaricare la tensione in quella parte del corpo.
Nell’ultima fase, il centro di identità si è spostato dalla testa, dove risiede abitualmente, a tutto il corpo. È uno stato di “diffusione” in cui l’energia, messa in moto dagli esercizi precedenti, fluisce senza ostacoli: idealmente, si è azzerata ogni tensione.

Metodologia
Nel seminario verranno insegnate delle classi di esercizi. Ogni esercizio si sviluppa secondo il ciclo di “contrazione” ed “espansione”, che è il ciclo naturale dell’energia.
Verranno analizzati i principali fattori che creano stati di stallo. Si apprenderanno i concetti e i principi che permettono di ricercare una condizione di picco (peak condition) o “flusso, flow” (lo stato di “potere personale”, dominio e potenza personale abbinato a sensazione di benessere ed auto-efficacia).
Gli esercizi, scioglieranno le tensioni e i blocchi muscolari, consentiranno alle persone di evocare e rivivere le emozioni che in quelle tensioni e in quei blocchi erano custodite. Gli esercizi sono di sblocco espressivo, fisico e verbale, potenziamento delle energie fisico-mentali secondo i principi della bioenergetica, esercitazioni di analisi e potenziamento del proprio livello di “grounding”.
Si utilizzeranno anche modelli formativi olistici che integrano bioenergetica loweniana, scienze del teatro, movimenti energetici delle arti marziali e studi di psicologia umanistica.

Docenti
Ciro ImparatoRicercatore, esperto di psicologia della voce. Creatore del Metodo FourVoiceColors®.  Ciro Imparato è un ricercatore specializzato negli aspetti psicologici della voce e della comunicazione. Studioso della semantica paraverbale (ciò che la voce comunica indipendentemente dalle parole), nel 2005 ha inventato il Metodo FourVoiceColors®, che sintetizza l’unione fra i suoi studi in psicologia e l’attività di doppiatore.

Basato su una matrice numerica associata ai colori (il “Codice Imparato delle Emozioni”), il Metodo FourVoiceColors® consente di generare emozioni in maniera autentica e allo stesso tempo di trascrivere in maniera univoca le emozioni contenute in un discorso orale. Imparato è autore di 2 libri: “Il Manuale del lettore” (Elledici, 1997), e “La tua voce può cambiarti la vita” (Sperling&Kupfer, 2009, con CD audio di autoapprendimento del Metodo FourVoiceColors®, nonché di moltissime pubblicazioni.
Daniele Trevisani. Laureato in DAMS con Master presso la University of Florida, è consulente, formatore, coach, esperto in Potenziale Umano. Autore di 7 libri editi da Franco Angeli, tra cui diversi best-seller. Opera come consulente internazionale in psicologia, comunicazione e risorse umane per oltre 150 imprese e organizzazioni, è inoltre formatore presso le Nazioni Unite e per Società di Formazione internazionali. Nutre da sempre una passione per lo sport ed è da 25 anni preparatore sportivo, coach di agonisti e atleti di Arti Marziali e Combat, personal trainer di diversi Campioni Italiani e Campioni del Mondo tra Kickboxing, Mixex Martial Arts e Muay Thai. Ha praticato 14 diverse discipline marziali, sino al livello di Sensei 8° Dan del Sistema Daoshi . Esperto in Bioenergetica applicata allo sport e al coaching personale e psicologia trasformazionale. Vincitore del Premio Fulbright (Governo USA) per le scienze della comunicazione.

Formula del corso
Organizzazione corso: 2 giornate full immersion con esercizi fisici
Corso a numero chiuso (min. 20 max. 50 partecipanti).
16 ore totali orario 10,30-18,30. Si rilascia attestato di frequenza.
Sedi: Roma

benefici della bioenergetica - armonia - energia - benessere fisico - serenità - potenziamentoCosto dell’investimento formativo:

450 Euro + iva. Per clienti Studio Trevisani, conoscenti diretti e online del dott. Daniele Trevisani e frequentatori del blog è previsto uno sconto speciale riservato di 80 Euro.

Per poterne usufruire è indispensabile comunicare il codice DBLOG-HP all’atto dell’iscrizione.

Per contatti:
Sabina Bonardo
La Voce.net di Ciro Imparato
Sede: Piazza Statuto 15, 10122 Torino
Tel: (+39) 011 5787698 / (+39) 3290782979 / Fax: (+39) 011 5787697
Website: www.lavoce.net

Artur Kyshenko e il volume “Regie di Cambiamento” di Daniele Trevisani, tradotto in Russo

In occasione del Grand Gala di Kickboxing e Thai Boxe ThaiBoxing Mania organizzato dal Maestro Carlo Barbuto, ho avuto l’onore di allenare nel Training Mentale gli atleti del Team Barbuto nei giorni precedenti il match. Nell’occasione, ho dato in omaggio al grande campione Ucraino Artur Kyshenko il mio volume “Regie di Cambiamento” (nel link, in versione Italiana), nella specifica versione tradotta in Russo. Artur ha decisamente apprezzato lo sforzo di traduzione nella sua lingua originale e spero, come nella filosofia del Daoshi (la Via della Conoscenza) che la lettura gli offra altri spunti per la sua ulteriore crescita personale e sportiva.

Messaggio per gli allievi Daoshi in occasione della visita-allenamento di Haida per Oktagon

di: Dott. Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.itwww.daoshi.it

Mustapha Haida in preparazione per Oktagon presso dott. Daniele Trevisani - Daoshi

…ieri pomeriggio (sabato) ho tenuto un allenamento di Training Mentale Dinamico e Training Mentale Alfagenico come contributo alla preparazione di Mustapha Haida per i prossimo Oktagon, venuto da Firenze con una persona speciale, il suo allenatore Dimitri Semir Monini, mentre il Maestro Alfonso De Vito riproponeva attentamente il lavoro su nostri atleti del Daoshi. Posso solo dire una cosa: LA SODDISFAZIONE DI INSEGNARE A CHI E’ MOTIVATO AD APPRENDERE. Non ci sono gratificazioni migliori.

Se tutti i nostri allievi impareranno ad avere VOGLIA DI APPRENDERE ED ESSERE CONTINUATIVI E COSTANTI NEGLI ALLENAMENTI, diventeranno migliori come atleti ma soprattutto coltiveranno il loro POTENZIALE UMANO, che gli servirà BEN OLTRE LE 4 MURA DEL DOJO!

Campioni o non campioni non importa… la genetica ha fatto il suo lavoro ma ora, è il nostro momento, ora, tocca a noi. Nel momento in cui “tocca a noi” dobbiamo cogliere questo dono.

La genetica ci ha dato certo bagaglio di partenza (che non è stato deciso da noi), e NOI siamo protagonisti della differenza tra l’eredità genetica e quello che riusciremo a diventare.

STA IN NOI FARLO! SIATE COSTANTI E SEGUITE I VOSTRI MAESTRI IN QUESTO VIAGGIO DI SCOPERTA DEL VOSTRO POTENZIALE PERSONALE!

Credeteci amici, credeteci ragazzi… costanza e volontà possono più della genetica.

dott. Daniele Trevisani, Sensei.

Arti Marziali e Sport da Ring come forma di rigenerazione: la sacralità che nessun altro può capire

Di Daniele Trevisani – Fulbright Scholar, Formatore, Sensei 8° Dan Sistema Daoshi, Gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia

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© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Approfondimenti del volume originario sono disponibili anche al link www.studiotrevisani.it/hpm2 – Questo articolo può essere copiato e riprodotto su siti web autorizzati, previa richiesta all’autore, purché sia mantenuta la citazione come segue: Articolo a cura di Daniele Trevisani, www.studiotrevisani.it – Non sono ammesse modifiche al testo.

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Voi uomini bianchi pretendete che noi ariamo la terra, che tagliamo l’erba,

che da questa otteniamo del fieno e lo vendiamo, affinché diventiamo ricchi.

Voi uomini bianchi conoscete solo il lavoro.

Io non voglio che i miei giovani uomini diventino uguali a voi.

Gli uomini che lavorano sempre non hanno tempo per sognare,

e solo chi ha tempo per sognare trova la saggezza

(Smohalla)[1]

Chi pratica arti marziali e sport di combattimento crede in qualcosa. Chi smette, è perché ha finito di credere. Classico sentir dire “chi te lo fa fare di andare a prendere dei pugni” o “andare a fare quei gesti strani”… ma chi lo vive da dentro sa che quelle ore hanno un valore sacro che a volte non vale nemmeno la pena spiegare. Tra di noi però vale la pena parlarne e anzi approfondire il discorso.

Io credo fermamente che il valore delle Arti Marziali e Sport di Combattimento vada oltre il gesto fisico e muscolare. Credo fermamente nel potere che ha un buon allenamento nel farti “staccare” dalla schifezza che circonda a volte le vite di ciascuno e collegarti alla parte buona della vita.

Credo fermamente nel potere curativo, fisico e psicologico, dei nostri sport, e che per vivere le arti marziali si debba vivere ogni allenamento a livello viscerale, con il cuore e non con il cervello, come un momento di rigenerazione e non confonderlo con uno dei tanti impegni che ci stressano.

Sapersi rigenerare diventa ancora più importante che dare prestazioni di picco. Questo soprattutto per chi intende dare prestazioni a lungo, e chi affronta con serietà un lavoro sulle performance. Le energie non sono infinite e vanno ricaricate. Costruire capsule temporali di rigenerazione è arte e scienza.

Il corpo e la mente hanno enormi capacità ma hanno bisogno di recupero.

La gestione dello stress e la ricerca del senso richiedono un lavoro sullo stile di vita, un’evoluzione permanente che si applica ogni singolo giorno, ed esige anche dei momenti di stacco dalla quotidianità e dalle pressioni. Le arti marziali e gli sport da ring permettono questo stacco fisico e mentale. Mentre fai un allenamento in sala pesi o macchine (o qualsiasi altro sport “di moda”) la tua testa può continuare a vagare sui problemi del lavoro, puoi continuare a parlare di cazzate con gli amici o finti amici, mentre combatti no. Mentre fai una forma difficile no. Li la testa è obbligata a staccare e viene a crearsi una capsula di spazio-tempo eterna, che non ha inizio né fine, sinchè hai fiato per andare avanti.

Per questo, qualsiasi luogo dove si praticano arti marziali o sport da ring è sacro. È sacro perché lì dentro, nel sudore, nella “bolla di concentrazione”, le persone cercano di elevarsi dallo stato di apatia della massa e cercano di migliorarsi o aiutare gli altri.

Nessun altro può capire quanto sia sacro sputare in palestra il veleno che hai accumulato nella giornata, e dedicarsi a picchiare un sacco o fare uno sparring o fare delle forme, come fossero una forma di preghiera. Un ringraziamento al fatto di essere vivi. Un momento in cui stai facendo delle ricerche su te stesso.

Ogni attività di coaching può trarre beneficio da ciò che i praticanti avanzati di arti marziali considerano necessario e indispensabile per esercitarsi: apprendere a staccare dalla routine giornaliera, trovare un luogo sacro, magico, speciale, o semplicemente tranquillo, per raggiungere una condizione diversa dove esprimersi.

Si tratta di uno spazio-tempo che prende molte sembianze. Il luogo fisico o psicologico del “ritiro” rigenerante o spirituale, il luogo della meditazione, o dell’ozio meditativo, o del pensiero, l’antro magico in cui fermarsi a riflettere, la grotta che simboleggia il luogo fuori dal tempo, o la pausa di riflessione necessaria per inquadrare meglio la rotta.

I setting fisici, e non solo psicologici, hanno rilevanza fondamentale per facilitare questo distacco, come evidenziato nelle arti marziali, parlando del Dojo o palestra o spazio di allenamento;

Tradizionalmente il Dojo era un luogo sacro. In realtà il Dojo è l’espressione esteriore di uno stato interiore che dobbiamo acquisire fermando il nostro mondo, arrestando il dialogo interiore. Ciò che rende sacro il Dojo è penetrare in uno stato sacro attraverso l’abbandono del nostro pensiero quotidiano, delle nostre inquietudini, dei disturbi, delle ossessioni, del tran tran delle nostre tiranniche menti, sempre incapaci di smettere di muoversi di qua e di là[2].

Nel sistema HPM dedicato al potenziale umano (www.studiotrevisani.it/hpm2)  ci riferiamo a questi luoghi-momenti come a “capsule spazio-temporali” dedicate alla rigenerazione di sé. L’esigenza di trovare un nome per questi momenti deriva dal fatto che sono momenti che tutti i praticanti seri vivono, ma spesso non abbiamo un’etichetta per definirli. Avere un nome per un momento così speciale è fondamentale. Se non sai il nome di una persona farai fatica a chiamarlo in modo diretto, se ne conosci il nome si girerà appena lo chiami.

Quando noi chiameremo le nostre ore passata ad allenarci “capsule spazio-temporali di rigenerazione”, sapremo meglio ciò che vogliamo raggiungere.

E, parliamoci chiaro, dopo anni di pratica un praticante serio vede subito, a colpo d’occhio, chi sono i praticanti che stanno vivendo l’allenamento “da dentro” la capsula spazio temporale, immersi in una sacra bolla di concentrazione, o sono li con la stessa presenza mentale con cui sarebbero a giocare a carte.

A noi stessi può capitare di non riuscire ad “essere li con la testa” durante un allenamento, ma questo stesso fatto di riconoscere che sta succedendo, può aiutarci a lasciare andare sullo sfondo i pensieri che ci concentrano, e immergersi piano piano nella parte sacra dell’allenamento, quella dove il tempo e lo spazio si fermano ed esiste solo la più assoluta concentrazione. Credo che questo momento abbia una sua sacralità.

Lo stesso tipo di attività, lo stacco dal quotidiano, può essere ottenuto attraverso esperienze di contatto con la natura, ritiri manageriali e ritiri sportivi, nella preghiera, o in una attività particolarmente gradita.

Al di là della specifica pratica, ciò che rimane sostanziale è la necessità di trovare gli spazi e i luoghi (gli spazio-tempi) in cui rigenerarsi, e non confonderli con attività che lo fanno solo apparentemente, es.: shopping, fumare, guardare programmi stupidi, e altre attività pseudo-ludiche che in realtà consumano anziché rigenerare, avviluppano invece di liberare, stressano anziché allentare le tensioni.

Fare chiarezza su questa differenza tra tempo di rigenerazione vero – il tempo sacro del dojo o del ring vissuti come dovrebbero essere – e i tempi di annientamento mentale in cui sprechi la tua vita, è una nuova sfida che i fighter possono cercare di inserire al centro del proprio bersaglio da colpire. Un bersaglio mobile e sfuggente, ma che una volta inquadrato prima o poi manderemo al tappeto.

Dott. Daniele Trevisani

Note sull’autore:

dott. Daniele Trevisani (www.danieletrevisani.com), Fulbright Scholar, consulente in formazione aziendale e coaching (www.studiotrevisani.it) insignito dal Governo USA del premio Fulbright per gli studi sulla Comunicazione nel 1990, è Master of Arts in Mass Communication alla University of Florida e tra i principali esperti mondiali in Sviluppo del Potenziale Umano.

In campo marziale e sportivo, è preparatore certificato Federazione Italiana Fitness, praticante di oltre 10 diverse discipline, Maestro di Kickboxing, Sensei 8° Dan Sistema DaoShi® Bushido www.daoshi.it formatore di atleti e istruttori di Muay Thai, Kickboxing, Karate  specializzato in Kumite, Taekwondo Full Contact, Sanda, K1, Thai e MMA. E’ stato agonista negli USA nei trofei di Karate Open Interstile e campione universitario USA alla University of Florida.

Formatore e ricercatore in Psicologia e Potenziale Umano, è consulente NATO e dell’Esercito Italiano. Laureato in Dams-Comunicazione, è inoltre specializzato in Psicometria all’Università di Padova.

Ha realizzato docenze in oltre 10 Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali formatori italiani nella formazione risorse umane, formazione formatori, coaching, formazione di manager, di istruttori e trainer.


[1] Citazione tratta da: Recheis, K., Bydlinski, G. (2004), Sai che gli alberi parlano? La saggezza degli Indiani d’America, Ed. Il Punto d’Incontro, Vicenza.

[2] Tucci, A. (2005), Concentrazione e meditazione nelle arti marziali, Budo International, settembre, p. 62.

I 9 Segreti di Musashi e lo spirito dei Samurai per la vita di ogni giorno

… quando si pensa ad un Segreto…  spesso è qualcosa di molto semplice

Di: dott. Daniele Trevisani  – Fulbright Scholar, Formatore Aziendale esperto in Potenziale Umano. Maestro ed esperto in Psicologia e Formazione per le Arti Marziali e di Combattimento. Sensei 8° Dan Sistema Daoshi – Gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia

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© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Approfondimenti del volume originario sono disponibili anche al link www.studiotrevisani.it/hpm2

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© Daniele Trevisani

I Segreti Semplici nascosti nel Libro dei 5 Anelli

Musashi era un Samurai. In Giappone è considerato il più grande di tutti i Samurai mai vissuti. Ha avuto il suo primo combattimento per la vita e la morte a 13 anni, un Samurai esperto voleva vendicarsi e ucciderlo.

Vendicarsi di cosa, su un 13enne? Vendicarsi, per una disputa avuta con il padre di Musashi, uccidendo il figlio. A lui non gli rimase che combattere.

Musashi uccise il Samurai esperto con un bastone trovato lungo la strada. Un bastone contro una spada, usato da un ragazzino, contro un Samurai esperto.

Da allora ebbe decine e decine di duelli, tutti per la vita, e mai per gioco, duelli nei quali venne affrontato anche da 10 persone contemporaneamente, che volevano sfidarlo per diventare famose o alle quali la sua presenza dava fastidio. Li uccise sempre tutti, senza nemmeno guardarli, e senza vantarsene, proseguendo per la sua strada.

Nonostante quello che i benpensanti possono rapidamente pensare e giudicare, non era un violento, non fu mai né aggressivo né prepotente con nessuno, ma semplicemente, come Ronin (Samurai senza padrone), difendeva la sua libertà da chi lo voleva uccidere, in un momento del Giappone Medioevale nel quale non vi erano scelte: nei combattimenti, o si uccideva o si veniva uccisi. Quelle erano le regole. Fu tra l’altro uno dei più grandi pittori Giapponesi…

Per noi, oggi risulta difficile pensare che un pugile professionista, un kickboxer o un karateka possa essere anche Poeta o Filosof, ma in realtà il “viaggio” vero di ricerca di un praticante Marziale non è mai limitato, se interpretato in modo corretto, e si estende ad ogni campo e disciplina…

Musashi ne è un esempio per tutti, e per sempre.

Il suo segreto era un abito mentale. Quandos i considerò vecchio, si ritirò in una grotta e scrisse i suoi Segreti. Nove segreti semplici, assieme ad un libretto di qualche decina di pagine “Il Libro dei 5 Anelli”, affinché si tramandassero.

Ne vorrei parlare perché oggi – di fronte alle sfide e ai problemi veri del pianeta –  di fronte alle ingiustizie e prepotenze, alle arroganze, alle cattiverie – molti non reagiscono, come fece Musashi, ma si nascondono da vigliacchi, sperando che qualcun altro, in un futuro non determinato, se ne faccia carico. Non si rendono conto che i problemi non affrontati oggi ricadranno sui nostri figli entro poco tempo.

Allora, è bene parlare di chi si impegna oggi, per produrre un contributo nelle attività umane, nello sport e fuori dallo sport, nella arti marziali ma anche nella vita, nella società, nel dare un futuro ai ragazzi, nell’insegnare qualcosa dentro e fuori le palestre.

L’insegnamento deve assumere un preciso abito mentale.

È l’assetto del guerriero, del Samurai, del combattente, del ricercatore concentrato, del missionario che crede in una causa. Di chi non si lascia distrarre dalle cose futili e dai valori di plastica.

È l’atteggiamento focalizzato di chi desidera ottenere qualcosa che reputa importante e – durante l’esecuzione – non si lascia distrarre da altro. Di chi ha un valore e lotta per esso. Di chi fa della causa una parte di sé.

Non riguarda solo  enormi imprese, ma anche e soprattutto la vita di ogni giorno. Il più grande Samurai di ogni tempo, Musashi[1], così descrive l’abito mentale di chi vuole intraprendere la vita del Samurai: si tratta di segreti davvero semplici, ma per questo assolutamente attuali:

Chi voglia intraprendere la via dell’Hejò (strategia)

tenga a mente i seguenti precetti.

  • Primo: Non coltivare cattivi pensieri.
  • Secondo: Esercitati con dedizione.
  • Terzo: Studia tutte le arti.
  • Quarto: Conosci anche gli altri mestieri.
  • Quinto: Distingui l’utile dall’inutile.
  • Sesto: Riconosci il vero dal falso.
  • Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi.
  • Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie.
  • Nono: Non abbandonarti in attività futili[2].

Se li rileggiamo, e vi chiedo di farlo adesso… a caldo…  noterete, una cosa: è qualcosa di tremendamente attuale, di tremendamente semplice. E’ soprattutto, di una pulizia assoluta.

Per questo motivo, ho deciso come sviluppatore del Sistema Marziale DaoShi, di mettere questi principi alla base di chiunque pretenda un giorno di definirsi insegnante di Arti Marziali o di Sport di Combattimento nel Sistema Daoshi. Chi insegna solo a menare le mani e non fa crescere le menti non è degno di essere chiamato Maestro e nemmeno di insegnare nel mio nome…. E’ una posizione radicale ma almeno è chiara. 

Ma torniamo a Musashi.

È eccezionale notare come anche oggi questo abito mentale sia dotato di enorme suggestività per chi intende sviluppare il proprio potenziale. Ci parla, infatti, di un atteggiamento di fondo.

  • È l’atteggiamento di serietà con cui un calciatore professionista rimane persona umile, cura alimentazione e riposo, rispetto al divo del calcio che assume atteggiamenti da star e si presenta tardi agli allenamenti.
  • È lo spirito di una ragazza che decide di sputare (esatto, sputare) sul modello proposto dai media di cosa sia una ragazza “arrivata” (fotomodella,  star televisiva, protagonista di reality show, anoressica, o bambola da chirurgo plastico) e piuttosto si impegna nello studio, in una professione utile, o in campo sociale, mandando a quel paese il modello che fa coincidere carriera con arcata dentale, natiche e scollatura.
  • È il coraggio di un ricercatore che intraprende vie di ricerca e sperimentazione inusuali ma dalle quali pensa di poter dare una aiuto al mondo, piccolo o grande, anche andando contro i baroni accademici e lo status quo.
  • È la saggezza del lottatore che cura attentamente il suo recupero prima di gettarsi in una nuova battaglia, consapevole del fatto che se non avrà riposato abbastanza non potrà sostenere molte battaglie e si brucerà.
  • È la passione di chi si impegna per una causa, fatica, fa rinunce ma non le rimpiange, e si sacrifica per qualcosa di cui forse non vedrà nemmeno i frutti in vita.

Ma non tutto è solo sacrificio. Le performance sono anche contribuzione, gioia, celebrazione, divertimento, piacere, il gusto di fare qualcosa di importante, essere parte di qualcosa, di lasciare un segno, di compiere imprese assieme a qualcuno e fare team. O la voglia di essere ciò che possiamo essere.

I veri performer sanno anche celebrare i propri risultati e vivere a pieno.

Ciascun precetto di Musashi si riferisce anche oggi ad una o più aree della psicologia delle performance e mantiene una validità assoluta:

Un approfondimento e una riflessione sui 9 Segreti Semplici di Musashi

Primo: Non coltivare cattivi pensieri. L’esercizio di un atteggiamento mentale positivo, il pensiero positivo, la concentrazione su ciò che di buono e utile vogliamo ottenere, allontanarsi da pensieri negativi o dal male; la ricerca di quello che oggi chiamiamo uno “stile cognitivo” efficace.

Secondo: Esercitati con dedizione. Oggi chiamato training, formazione, tecniche di allenamento e addestramento, e soprattutto, la necessità del performer di applicarsi in un active training, cioè in esercitazioni attive e non solo analisi teorica, e farlo con dedizione, nel tempo, e con continuità.

Terzo: Studia tutte le arti. L’approccio enciclopedico, la contaminazione positiva che deriva dall’andare fuori dai propri recinti e studiare le cose più disparate, interessarsi anche di ciò che altre discipline indagano, il contrario della chiusura in un recinto professionale o disciplinare, male odierno, il contrario delle sette, e della cultura dell’egoismo.

Quarto: Conosci anche gli altri mestieri. La capacità di muoversi ed agire anche in campi esterni, l’allargamento del proprio repertorio professionale, sapersi muovere anche fuori dal proprio campo di azione limitato, essere capaci anche in altre abilità e professioni, spaziare, non chiudersi.

Quinto: Distingui l’utile dall’inutile. Concetto similare a quello che nel sistema HPM chiamiamo Retargeting Mental Energy, o ricentraggio delle energie mentali, ciò che permette alle persone di capire veramente cosa merita il proprio impegno e cosa non lo merita, dove centrarsi o ricentrarsi nel proprio focus di attenzione, e quindi verso cosa direzionare le energie personali.

Sesto: Riconosci il vero dal falso. Coltivare le capacità di analisi, la percezione pura e decontaminata da preconcetti e distorsioni, il bisogno di verità, il bisogno di pulizia psicologica, il bisogno di sviluppare le capacità di riconoscimento (detection) indispensabile ad esempio in chi svolge il mestiere di negoziatore o di comunicatore, o in chi guida le persone (leader) o in chi lavora in gruppo (team working). Ed ancora, il bisogno di distinguere fatti da opinioni, teorie accertate da ipotesi, affermazioni personali da idee condivise.

Settimo: Percepisci anche quello che non vedi con gli occhi. La percezione è il fenomeno oggi più centrale in molte forme di psicologia, e comprende sia la propriocezione (capacità di percepire se stessi), che la percezione ambientale. Il settimo precetto di Musashi indirizza verso abilità di percezione aumentata, disambiguamento dalle illusioni percettive, sviluppo della sensibilità umana e sensoriale, ricerca di significati e quadri di analisi (Gestalt), e il potenziamento delle facoltà di osservazione. Tratta quindi di una “percezione allargata”, opposta ad una chiusura percettiva.

Ottavo: Non essere trascurato neppure nelle minuzie. Il bisogno di entrare nelle micro-competenze, la ricerca dell’eccellenza, l’abbandono di un atteggiamento di pressapochismo e banalizzazione. Attenzione ai dettagli che contano, assunzione di un atteggiamento di amore per quello che si fa e per come lo si fa.

Nono: Non abbandonarti in attività futili. Capire che il tempo è prezioso, e dobbiamo veramente decidere se abbandonarci ad uno squallido clone del modo con cui le persone comuni usano il tempo (copiare il mainstream), lasciarsi andare come bastoni sul corso di un fiume di qualunquismo, assecondare la piattezza di ciò che tutti gli altri fanno, o assertivamente prendere in mano il nostro tempo e decidere di farne qualcosa, allenarci, studiare, intraprendere, esplorare, scrivere, condividere, sperimentare nuove conoscenze; ed ancora, capire che esistono diversi macro-tempi, quello della produttività, dello studio, dell’auto-organizzazione, delle relazioni sociali, e quello del recupero, della meditazione, del relax, ma non esistono i tempi delle relazioni obbligate, lo spreco di tempo con persone piatte o arroganti o prepotenti, e vanno riconosciute e rimosse le attività di pura abulia o distruzione di sé.

Le lezioni di Musashi vengono da un performer che ha passato la vita a sfidare la morte, e hanno un significato odierno assoluto.

È ancora più incredibile notare come già nel 1600 Musashi concentrasse tutta la sua analisi su aspetti di enorme attualità: sinergia tra corpo e mente, correlazione tra preparazione fisica e mentale, il fatto che la preparazione o una vittoria sia una conquista personale e non un diritto da pretendere, e che prima si debba cercare un approccio mentale e strategico valido, e solo dopo vengono i dettegli operativi. Una lezione che nel terzo millennio moltissimi sportivi e manager devono ancora imparare.

Quando si dedicano assiduamente tutte le proprie energie all’Hejò e si cerca con costanza la verità è possibile battere chiunque e ovviamente raggiungere la supremazia, sia perché si ha il pieno controllo del proprio corpo, grazie all’esercizio fisico, e sia perché si è padroni della mente, per merito della disciplina spirituale. Chi ha raggiunto questo livello di preparazione non può essere sconfitto[3].

Dobbiamo oggi riflettere sul significato profondo che queste parole assumono: dedizione, ricerca della verità, pulizia spirituale, sono il vero messaggio di fondo. La ricerca della supremazia e della vittoria appartengono ad una realtà medioevale, vengono dall’essere nati in un certo momento storico dove questo significava vivere o morire. Se, in una mattina del 1600, qualcuno si fosse presentato a noi con una spada per ucciderci, sarebbero state drammaticamente importanti anche per noi.

Oggi i nemici veri non portano spade ma, là fuori, si aggirano ringhiando.

Si chiamano miseria, ignoranza, ipocrisia, prepotenza, arroganza, dolore esistenziale, fame, violenza, bambini che soffrono, nepotismi, corruzione, sistemi clientelari – e soprattutto- fonte di ogni male, l’incomunicabilità.

I nemici possono essere anche dentro: presunzione, chiusura mentale, perdita di senso, perdita di stima in sè, perdita di valori, perdita di orizzonti, chiusura verso nuovi concetti, auto-castrazione, smettere di sognare o credere in qualcosa, chiusura della propria prospettiva temporale in orizzonti sempre più brevi e limitati, vivere solo per se stessi.

Contro questi nemici gli insegnamenti di Musashi, e lo spirito guerriero che li anima, hanno ancora enorme senso e validità.

 

Respirare ogni giorno a pieni polmoni uno spirito guerriero per fini positivi è un abito mentale. Alzarsi con questo spirito, andare a dormire con questo spirito, risvegliare gli archetipi guerrieri e direzionarli per costruire, è una sfida nuova, entusiasmante, che fa onore al dono di esistere.

© Daniele Trevisani, articolo elaborato con modifiche dal volume “Il Potenziale Umano” (Franco Angeli editore)

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Note sull’autore:

dott. Daniele Trevisani (www.danieletrevisani.com), Fulbright Scholar, consulente in formazione aziendale e coaching (www.studiotrevisani.it) insignito dal Governo USA del premio Fulbright per gli studi sulla Comunicazione nel 1990, è Master of Arts in Mass Communication alla University of Florida e tra i principali esperti mondiali in Sviluppo del Potenziale Umano.

In campo marziale e sportivo, è preparatore certificato Federazione Italiana Fitness, praticante di oltre 10 diverse discipline, Maestro di Kickboxing, Sensei (8° Dan DaoShi® Bushido), formatore di atleti e istruttori di Muay Thai, Kickboxing e MMA. E’ stato agonista negli USA nei trofei di Karate Open Interstile.

Formatore e ricercatore in Psicologia e Potenziale Umano, è consulente NATO e dell’Esercito Italiano. Laureato in Dams-Comunicazione, è inoltre specializzato in Psicometria all’Università di Padova.

Ha realizzato docenze in oltre 10 Università Italiane ed estere, ed è il tra i principali esperti italiani nella ricerca sul potenziale umano, nella formazione di manager, di istruttori e trainer per le discipline marziali e di combattimento.


[1] Miyamoto Musashi, 1584-1645, giapponese, considerato nelle arti marziali come il più grande Samurai vissuto in ogni tempo. Ebbe il primo duello mortale a 13 anni, e vinse. Vagò per il Giappone come Ronin (guerriero errante) per anni, battendosi per sessanta volte ottenendo sempre la vittoria, lottando anche contro più avversari contemporaneamente o superando imboscate e duelli con decine di avversari. A 50 anni si ritirò per dedicarsi allo studio, alla letteratura e ad altre discipline artistiche risultando un maestro in molte di esse. Nel­la pittura, nella calligrafia, le sue opere oggi fanno parte del patrimonio artistico giapponese. A 60 anni si ritirò in una grotta per scrivere il suo Manuale. In Giappone oggi è leggenda.

[2] Musashi, Myamoto (1644), Il libro dei cinque anelli (Gorin No Sho), edizione italiana Mediterranee, Roma, 1985, ristampa 2005, p. 61.

[3] Ivi, p. 62.

Un grande team, grandi coach, grandi atleti

Gara Nazionale di Kickboxing a Ferrara, 2 ori, altri argenti e bronzi, non facciamo l’elenco. Abbiamo avuto ottimi risultati ma non è questo che conta davvero.

Una gara è prima di tutto contro le proprie limitazioni e le paure ataviche che ci portiamo dentro… la preparazione, il lavoro allenante, serve a riconoscerle e a scioglerle… chi non combatte – sia anche solo un semplice sparring infrasettimanale –  non conosce se stesso fino in fondo, non contatta le proprie paure, le lascia galleggiare nel cervello e prima o poi ci dovrà fare i conti…

Raramente capita che alle prime gare si ottengano risultati di questo tipo, credo sia soprattutto una questione della motivazione e dell’impegno dei coach, Alfonso come Maestro e la sua determinazione a portare i ragazzi in gara.

Per non parlare del lavoro quotidiano di Andrea il mercoledì a far sgobbare i ragazzi sui Pao, poter contare sull’aiuto di Cristiano e di Nicola, coach giovanissimi, e sapere che c’è un altro Maestro che si preoccupa di far fare ai ragazzi esperienze che li facciano crescere come persone ancora prima che come atleti (con tutti i miei difetti), e…  tutto il resto sono balle…

Sugli atleti, non mi voglio esprimere adesso, solo dire che non importa vincere o perdere ma sentirsi vivi, allenarsi, e i risultati prima o poi arrivano, ma il primo risultato vero è essere sulla via giusta nella vita, anche qui… il resto sono balle.