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Perchè alleno e mi alleno. Dal Corpo alla Spiritualità

Perchè credo che la resilienza emotiva e allo stress non si studi sui libri ma si conquisti allenandola, anche in sport duri e attività intense…

…perchè credo poco ai manager “coraggiosi” e iperdepilati, che non entrano mai nella vera area di sfida…

…perchè credo che il carattere si formi dal DNA ma si modifichi combattendo…

…e che la vita non ti regali niente di “vero” che tu non ti sia conquistato con il tuo sudore e con l’impegno quotidiano…. …

…il Potenziale Personale non sia solo questione di età ma di quanto ti impegni ogni giorno…

…  allenare il corpo come “Macchina Sacra” ha una sua spiritualità, se il fine è quello, qualsiasi attività fisica diventa fortemente spirituale….

… portare la massima Presenza Mentale nell’atto di allenarsi ha un valore spirituale, diventa meditazione in movimento, e tanto più intensamente ti alleni, quanto più cogli quanto la mente sia distratta e abbia bisogno di un intenso “monotasking” che diventa, anche e soprattutto, un Training Mentale

… per tutto questo alleno Campioni e ragazzini con lo stesso rispetto e passione, insegno Coaching, di vita o sportivo o manageriale, non importa, i principi sono quelli.

.. e alleno me stesso con entrando in palestra con la stessa sacralità che altri trovano in un tempio, con la differenza che qui il tempio è fatto dalle persone,  il loro sudore e la forza di sentire il corpo vibrare di vita.

 

A few notes for international readers

http://www.danieletrevisani.com I believe that training does enhance your resilience, your emotional intelligence, and your body-mind connection, whatever your job or activity is. I believe that fighting regularly in the gym strengthens your character, whatever your DNA is. I believe that teaching Martial Arts can help people in growing strong and remove their burden of fears, but must also teach strong values and respect. Always. For these reasons I still train myself hard, I train World Champions in Kickboxing, Boxing, Thai Boxing and MMA,, with the same respect and attention that I give to young kids from low income families, without any distinction, because I believe that in the Dojo or on the ring, we all must do the same: cultivate our Human Potential, and help others to achieve theirs.

Corso Kickboxing Arti Marziali MMA Copparo

Maestro Daniele Trevisani, Corso Kickboxing  Arti Marziali MMA  Arti Marziali Miste Copparo . Inviare mail al form per contatti, vedi sito www.studiotrevisani.it

Esempio di passate ai pao corso kickboxing thai boxe mma Copparo Maestro Daniele Trevisani

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Per contatti relativi ai corsi di arti marziali a Copparo tenuti dal Maestro Daniele Trevisani, 9° Dan MMA, vedi sito http://www.studiotrevisani.it

Curriculum sportivo Maestro Dott. Daniele Trevisani

Dott. Daniele Trevisani

Martial Arts Master, Holistic Operator in Bioenergetics, Wellness and Mindfulness

Main cultural background

  • “Laurea” Degree in DAMS-Communication at Bologna University, Dept. Of Communication Science, “Cum Laude” (with Academic Honors)
  • European Union Master in International Marketing (900 Hours), by IFOA Institute
  • Master of Arts in Communication, University of Florida, USA (1,5 years program).
  • Languages known: English (high proficiency), Italian (mother tongue), French, Spanish, German (good conversational skills)
  • Certificate as Instructor of Bodybuilding and Fitness (1994) from FIF (Italian Fitness Federation)
  • European Certificate as Counselor (5 years Program), specialized in Bodily Counseling and Relational Counseling, 2016

Picture: Highlight of coaching in Glory WorldSeries Tournament, Rome

Nella foto, il Maestro Trevisani conduttore dello stage Training Mentale per gli sport di Combattimento presso Profighting Bologna.

  • Master, Coach and Practitioner with 30+ years of experience, 3 black belts achieved, 15 disciplines practiced, developer and main Master of the Daoshi System (MMA & Mental Training)
  • Trainer and coach of 5 World Champions in different disciplines
  • Personal experience as fighter in Open Karate Tournaments in the USA and Italy for 5 years
  • Coach of Managers and Professionals on Wellness and Self-Improvement
  • Testimonial, Trainer, Speaker in Fitness Events

Developer of Special Training Events for Mental Training in Martial Arts & Combat Sports (Taekwondo, Kung Fu, Ju Jitsu, Kickboxing, Muay Thai, MMA.

Picture: Keynote Speaker in the main Italian Fitness Forum, on “client-Centered Approach to Wellness Coaching”

  • Wellness Consultant for Sports Clubs
  • Expert in special fields of Sports Marketing Promotion and Motivation
  • 2 years of institutional experience as Public Officer (Assessor) in the municipality of Ostellato (Italy) as Sports expert, aimed at the diffusion of fitness & wellness activities

Director of the Coaching Section of the “STEP Coaching and Counseling School” recognized by AC (Association for Coaching, UK)

  • Trained and supervised 100+ experts in Wellness, Psychologists, Counselors and Psychotherapists, Business Leaders, Sports Coaching, including Professional Coaching experts in swimming, fitness, yoga.
  • Responsible for a special program of one-to-one coaching for Captains of Cruise Ships (Costa Cruises, Carnival Corporation), merging holistic areas that included communication training, wellness, stress reduction, bioenergetics, Mental Training (Greece, Turkey, Russia, Sweden, Portugal, Tenerife).
  • Responsible for special one-to-one coaching programs for Generals of the Italian Army and NATO Special Forces, on self-improvement, stress management and emotional management, mental training and performance under stress. 11+ years of experience, training 24 Generals and 100+ Special Forces Officers.

Just a few pictures of experience in kickboxing pro coaching and training

Mental Coach for Glory 3 Intercontinental Event

Mental Trainer European Kickboxing Champion Francesco Palermo

Coaching Support World Champion Gago Drago

Mental Coach for Mustapha Haida, Intercontinental Kickboxing Champion (Here with Robin van Roosmalen at Glory Rome)

Mental Trainer World Champion in Boxing Simona Galassi

  • Skills principali: Communication Skills, Public Speaking, ottime conoscenze area Sport & Coaching, Bioenergetica, Potenziale Umano e Sport, doti di Leadership, Volontà, spirito di Apprendimento costante.

Alcune esperienze nel Mental Training

  • 2015, Responsabile introduzione del Mental Training presso gruppo ProFighting Europe
  • 2016, Organizzatore del primo evento italiano per la diffusione del Mental Training nelle Arti Marziali e Combat in Italia (oltre 60 agonisti PRO e Maestri partecipanti)
  • Dal 2012: Responsabile di settore (Disciplina Daoshi) presso Federazione WTKA
  • Team Training of athlets of Master Carlo Barbuto for ThaiboxingMania Event, 4 feb 2012, Torino: Paolo Fiorio, Christian Zahe, Patrick Carta. Vincitori Fiorio e Carta
  • Preparazione di Mustapha Haida vs. Hunkar Kilic, Oktagon del 24/03/2012 al Mediolanum Forum Assago (MI) – Vincitore Haida
  • Preparazione Mustapha Haida vs. Sharos Huyer, Bergamo 5 maggio 2012 D-FIGHT Tournament – Vincitore Haida (Rai Sport)
  • Preparazione Mustapha Haida vs. Samba Bocar, Figline Valdarno, 9 Giugno 2012, Match for the title of WAKO PRO Intercontinental Champion
  • Preparazione di Francesco Palermo vs. Cosimo Saracino, Titolo Italiano WAKO Pro

Mental Trainer for Female World Champion in Boxing, Simona Galassi, WBC World Champion

 

 

 

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Kickboxing MMA Ferrara Copparo, Maestro Daniele Trevisani, Tecniche 01

Master Daniele Trevisani https://daoshi.wordpress.com/ Corso Kickboxing MMA Ferrara. Copparo. Sequenza colpi braccia jab diretto ganci montanti

Training Mentale negli Sport di Combattimento

Una sequenza serale tipica:

La prima fase è in piedi e molto movimentata, con esercizi che si fanno in movimento, chiamati “Training Mentale Dinamico” – circa 45 minuti con esercizi di

  1. “percezione aumentata”,
  2. “tempi di reazione”,
  3. “campi percettivi”,
  4. “inganno e finte”,
  5. “condizionamento mentale”,
  6. “archetipi del movimento”, e altri temi,

si passa poi alla fase da distesi:

  1. una fase di rilassamento,
  2. visualizzazione guidata e
  3. training mentale “alfagenico” da distesi.

Il tutto 1 ora e 30

Speed Drills

http://www.daoshi.it Some of our exercisese: Speed drills for Martial Arts. Hits per minute. Kickboxing speed drills. Esercizi per la velocità. Nota sul dispendio energetico e misurazione colpi al minuto. In questo caso, ritmo di 174 colpi al minuto hpm (174 Hits per minute), 58 nei 20 secondi.
NOTA BENE: da eseguire o a vuoto o su sacco leggero (se su sacco pesante, i colpi non portati con la massima potenza ma solo con la massima velocità di partenza). NON E’ UN ESERCIZIO SULLA POTENZA DEL COLPO. Obiettivo: lavorare sulla velocità di partenza del colpo e sui colpi totali espressi.
misurazione base: numero totale di colpi al minuto. In questo caso. circa 184 (92 nei 30 secondi)
misurazioni complesse:
1 pugno = 1 punto
1 finta = 1 punto
1 cambio guardia = 1 punto
1 calcio, o ginocchio = 2 punti
1 calcio girato o saltato = 3 punti

La misurazione al tempo 0 significa “prima del ciclo allenante sulla velocità”
Dopo la misurazione al tempo zero, viene ripetuta la misurazione al termine del ciclo per la velocità (indicativamente dopo 3 settimane)

Importante mantenere il più possibile la corretta esecuzione del colpo. Naturalmente più avanza la velocità più si nota il ricorso a “scorciatoie” che aumentano la velocità a discapito della potenza. Nel training sulla potenza invece andremo a fare esattamente il contrario.Privilegiare la potenza assoluta e la massima correttezza di esecuzione, a discapito della velocità totale di colpi tirati.

Artur Kyshenko e il volume “Regie di Cambiamento” di Daniele Trevisani, tradotto in Russo

In occasione del Grand Gala di Kickboxing e Thai Boxe ThaiBoxing Mania organizzato dal Maestro Carlo Barbuto, ho avuto l’onore di allenare nel Training Mentale gli atleti del Team Barbuto nei giorni precedenti il match. Nell’occasione, ho dato in omaggio al grande campione Ucraino Artur Kyshenko il mio volume “Regie di Cambiamento” (nel link, in versione Italiana), nella specifica versione tradotta in Russo. Artur ha decisamente apprezzato lo sforzo di traduzione nella sua lingua originale e spero, come nella filosofia del Daoshi (la Via della Conoscenza) che la lettura gli offra altri spunti per la sua ulteriore crescita personale e sportiva.

Danger Zone: l’eterna sfida tra strikers e grappler

Danger Zone: l’eterna sfida tra strikers e grappler

A cura di: dott. Daniele Trevisani (Facebook: http://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani ) esperto in Psicologia e Potenziale Umano per le Arti Marziali e Sport di Combattimento, Coach e Formatore www.studiotrevisani.it – Fondatore gruppo Facebook Praticanti di Arti Marziali e Sport di Combattimento in Italia http://www.facebook.com/groups/129925420366754/

Responsabile 8° Dan metodo Daoshi https://daoshi.wordpress.com/

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Le MMA dividono storicamente gli appassionati in due grandi fazioni. È una filosofia di fondo. Da un lato gli Strikers – che provengono dalla kick, thai, full, karate, etc… e prediligono i colpi, pugni, calci ginocchiate e – generalmente – mal sopportano andare a terra. I Grapplers – venendo dal Judo, Ju Jitsu, Sambo etc… prediligono la lotta corpo a corpo, leve, proiezioni a contatto ravvicinato e molto spesso portano la lotta a terra, dove ottengono sugli strikers un grande vantaggio di esperienza. Basta perà osservare la tabella di allenamento di un professionista di MMA per vedere con quanta disinvoltura si passi da un allenamento di pura boxe ad un allenamento di pura lotta a terra, per poi andare nel regno della thai, poi nella lotta greco-romana, nel BJJ, e chi più ne ha più ne metta.

Attenzione, questo è un articolo di parte.. si perché, confesso, pratico da una vita discipline “in piedi”, dalla Thai e dal Karate, amo le MMA, e…. – influenzato dalla mia storia – preferisco il combattimento in piedi. Il sistema Daoshi che ho sviluppato ha una propria divisa ufficiale intera (Gi) ma questo non tragga in inganno. Lavoriamo soprattutto in piedi. La curiosità però mi ha spinto alla pratica di 14 diverse discipline marziali. Il primo assaggio di cosa volesse dire fare grappling l’ho avuto nel 1991 negli USA dove combattevo nei tornei di Karate Open. Nel mitico garage di un amico, fighter e combattente proveniente dal Taekwondo, abbiamo deciso di provare a capire chi dei due fosse più forte senza regole. Dopo essersi stancato di prendere pugni in faccia, John ha tirato fuori il suo arsenale di Hapkido (a grandi linee, lotta coreana) e mi sono trovato strangolato e in una posizione tale da non riuscire più a muovermi. Abbiamo deciso di mettere assieme le nostre conoscenze e farne un sistema nuovo, per quei tempi, iniziare il combattimento in piedi e continuarlo a terra se necessario. Pugni, calci, ginocchiate, leve, proiezioni, tutti in uno stesso allenamento. Da allora, questa ricerca non è ancora conclusa. Per colmare il divario a terra, negli ultimi 10 anni ho incluso varie discipline di lotta nella mia formazione.  Eppure… dopo una vita spesa a combattere in piedi, a fare kumite, thai, boxe, full, e qualsiasi cosa si possa fare su un ring…  trovarsi le mutande o le ascelle di qualcuno sul naso mi genera un certo fastidio… eppure… rispetto i lottatori come fa un coccodrillo con un anaconda. Qualche volta vince il coccodrillo, qualche volta l’anaconda… ma – se mi è permesso un suggerimento agli strikers, un piccolo suggerimento… se sei un coccodrillo, non sottovalutare mai l’anaconda.

Mi rimaneva dentro una voce, la convinzione che gli strikers fossero superiori. E ancora oggi, non direi mai ad un mio allievo di andare a terra se si trovasse in una rissa da bar o in discoteca. Il rischio che qualche vigliacco ti tiri un calcio in testa da dietro è troppo grande, e i vigliacchi non si fanno scrupoli. Ma lo sport per fortuna ha alcune regole e un bel (anzi, brutto) giorno, mi sembra nel 2005, vedo il Gigante dei Giganti, Ramon Dekkers, con dei pantaloncini ridicoli e attillati, rotolarsi per terra, ma non per via di un colpo, bensì strangolato, e non alla gola… ad una caviglia! Ricarico il video per vedere se non fosse uno scherzo pessimo di qualche disgraziato, un film alterato, non so con che diavoleria. No, era proprio lui, Ramon The Diamond Dekkers, il Turbine dell’Inferno, il Guanto Destro del Diavolo, colui che ha sfidato e vinto i Thailandesi in Thailandia, colui che ha cambiato per sempre la Muay Thai…  irriconoscibile, vittima a terra in balia dell’avversario… finalizzato da una leva alla caviglia… cosa stava succedendo? Il Grappler in questione era Genki Sudo, non uno qualsiasi. Quel filmato avrebbe lasciato pensare che era finita per gli stikers, che tutto era finito, che oramai vinceva solo chi portava la lotta a terra. Ma… un attimo… non è sempre così.

Mi sono ripreso dallo shock solo ricordando con altrettanta chiarezza un video di Wanderlei Silva, ai suoi esordi, presentato come Thai Boxer e Street Fighter, tanti anni fa, dove il Valetudo si faceva ancora a mani nude… lo vidi appena uscito, e mi crogiolavo nell’osservare la facilità con cui a 20 anni Wand distruggeva un Grappler americano con una ginocchiata al viso, mentre questo si lanciava contro di lui per afferrarlo alle gambe. Quel filmato avrebbe fatto pensare che uno Striker può vincere sempre, basta colpire il Grappler appena si avvicina.

Beh, che uno si consideri Striker o Grappler, occorre fare una pausa e riflettere.

Il Grappler può vincere solo se riesce ad entrare nel suo regno, le portate a terra, il wrestling, la lotta. Ma prima di arrivare a quella distanza minima indispensabile esiste una zona di pericolo (Danger Zone) dove i grappler sono estremamente vulnerabili, e una tibiata sul collo, un low-kick al ginocchio, una gomitata d’incontro, una ginocchiata al volto mentre il Grappler cerca la presa (es, un single leg o double leg) sono devastanti, anche per chi pesa il doppio.

La Danger Zone – come l’ho definita nel sistema marziale Daoshi www.daoshi.it  è la zona nella quale un combattente – in base al suo repertorio di competenze e quello del suo avversario – è in pericolo e fuori dal suo territorio di comfort tattico. Un consiglio. Stacci poco, vattene prima possibile, non fare il furbo. Non è la tua aria. Stanne alla larga.

Il recente combattimento di Lesnar contro Overeem dimostra che un campione di K1 può annientare un avversario inesperto nello striking in (ad essere buoni) in non più di 20 secondi, se questo si avvicina alla Danger Zone delle ginocchiate e non sta né più lontano né più vicino (dove è possibile far valere la superiorità nella lotta). Viene da chiedersi perché Lesnar abbia cercato di lottare in piedi contro il migliore del suo peso. Ma ci sono questioni di lucidità tattica di cui è facile parlare da fuori, mentre sul ring o in una gabbia le percezioni si alterano. La lucidità tattica è la costante consapevolezza di cosa stia accadendo, di quanto riusciamo a tenere il nostro avversario nella nostra Danger Zone e stare lontano dalla sua.

Nessun terreno è neutro. Porta il tuo avversario là dove sei più allenato, non fare il furbo sul terreno altrui. Se sei abituato a scalare montagne, non metterti in mare senza preparazione.

Vincere oggi dipende da un mix accurato tra (1) capacità di colpire i punti esatti che i grappler espongono durante le loro fasi di assalto, e (2) assalire per primi per colpire i punti che i grappler non sanno difendere. Ci sono altrettante possibilità tuttavia per i grappler, che vogliono lavorare sulla strategia anzichè sulla forza. Finte, takedown speciali, diavolerie di ogni tipo, pur di portare la lotta a terra. Youtube è pieno di video dove giganti vengono demoliti da fighter con 50 kg di meno che usano però maggiore tattica, sia grappler che striker.

Royce Gracie mi ha sorpreso, come tutti, ha vinto e meritatamente nelle MMA finchè gli strikers non hanno imparato a non farsi portare giù, e finchè gli hanno messo contro persone incapaci nella difesa dal takedown.  Uno Striker che vuole fare MMA deve dopo aver imparato le basi necessarie a non farsi portare giù. Ma la storia è storia. 5, 10 o 20 anni di pratica non si cancellano. Saper come cavarsela una volta a terra, non deve essere confuso con il diventare per forza un grappler. Qualcuno che conosco ha visto Alessio Sakara allenarsi alla famosa Gleason’s Gym – la mecca del pugilato a Brooklyn, NY, e non su un tatami.

I grapplers possono vincere solo finchè le regole non permettono di colpire al volto durante le fasi di avvicinamento o a terra, incontrano qualcuno che viene da una disciplina di striking pura e non ha mai studiato altro. A parte i gusti personali,  ricordo tuttavia che ogni tanto una “rantolata” sul tatami con un forte praticante di grappling ti riporta con i piedi per terra (anzi, con il c**o)… e l’umiltà serve a tutti. Personalmente ho avuto l’onore di fare uno sparring leggero e tra amici con Fernando “Pimpolho” Miranda, uno dei più forti combattenti del BJJ mondiale, ed è stato uno spettacolo notare la facilità con la quale una persona può giocare con te poi decidere di finalizzarti quando e come vuole (purchè ovviamente si rimanga nelle regole della non percussione). Ma ho anche fatto sparring e stage, una ventina d’anni fa, con campioni olandesi di Kick e Thai come Bob Schreiber e Rob Kaman, e francamente non saprei… è sempre la storia del coccodrillo e dell’anaconda… direi che è bene rispettare entrambi.

E allora? Tocca studiare… come sempre… tocca praticare tutte le arti. Musashi, il più grande Samurai della storia, praticava anche l’arte della calligrafia e della pittura. Questo faceva di lui un migliore combattente, una forma antica di training mentale che oggi i praticanti MMA moderni hanno perso.

Non hai mai finito di studiare ed è bene che sia così. E tutto sommato, è bello. E’ bello imparare ad accettare che il combattimento sia su più livelli. Per fortuna ho visto tutte le ultime edizioni dell’UFC e noto un cambiamento di tendenza, noto che gli striker si fanno trovare sempre più pronti, hanno contromisure sempre più efficaci all’essere portati a terra. Credo sia sempre questione di regolamenti, il mitico Fedor quando poteva tirava giù la gente con dei ganci da paura, e prima possibile, e teneva il suo Sambo da paura come arma di riserva, sebbene fosse persino più forte come grappler. Vedremo ancora momenti epici di lotta striker contro striker, e grappler contro grappler, ma la sfida striker contro grappler e viceversa rimane sempre la più entusiasmante.

Lasceremo la parola ai prossimi match per vedere l’evoluzione di questa fantastica storia…