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Il Manuale “Preparazione atletica e riabilitazione” di Davide Carli et al.

E’ finalmente disponibile il più completo manuale sulla preparazione atletica mai scritto in Italia. Preparazione atletica e riabilitazione. Fondamenti del movimento umano. Scienza e traumatologia dello sport, principi di trattamento riabilitativo.  (Click qui per la scheda libro sul IBS per acquisto online)

Libro Preparazione atletica e riabilitazione

Scritto da Davide Carli, con un contributo di Daniele Trevisani per la sezione sul Training Mentale per gli Sport di Combattimento.

Descrizione (fonte: IBS)

Questo non è un semplice manuale. È una summa di tutto il sapere che il perfetto preparatore atletico deve necessariamente avere a propria disposizione. “Preparazione atletica e riabilitazione. Fondamenti del movimento umano, scienza e traumatologia dello sport, principi di trattamento riabilitativo” è un’opera corposa che nasce da un’attenta analisi delle esigenze e dagli interrogativi che quotidianamente vengono posti dalla popolazione sportiva. Il testo in particolare illustra l’interazione esistente tra la scienza medica e la preparazione atletica, due mondi strettamente connessi tra loro. Nella prima parte del volume si affronta in breve la fisiologia del corpo umano. Dall’analisi delle principali leggi della contrazione muscolare si entra nel mondo della chimica per spiegare il funzionamento dei sistemi energetici che mettono in movimento i muscoli. Poiché il corpo umano è sì una macchina capace di correre veloce e andare lontano, ma non è esente da guasti o incidenti, la seconda parte del volume prende in esame il delicato argomento dell’infortunio. Le cause (l’importanza della prevenzione), le principali patologie, la fase della riabilitazione. L’ultima sezione del libro infine analizza tutti quegli aspetti che un buon preparatore atletico deve conoscere per far funzionare nel modo migliore la propria palestra.

 

Il confronto con se stessi… Simona si racconta

Tratto da un intervista su BoxeRingWeb.it a Simona Galassi Campionessa d’Europa ……
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Dopo quindici anni ad alto livello dovresti
conoscere la Boxe come pochi. Come
definiresti questo sport?
“E’ un confronto con se stessi. E’ un mettersi
continuamente a nudo, conoscersi
profondamente. Nella boxe non puoi
prenderti in giro. In molti dicono che tutto si
risolve in una sfida sul piano fisico.
Sbagliano di grosso. Il pugilato è soprattutto
un confronto mentale. C’è tanta testa dietro
un successo. E’ la mente che deve essere
forte al punto da trasmettere i segnali giusti
al corpo che ha solo il ruolo di esecutore. E’
chiaro: la forza fisica ha un ruolo
importante. Ma è il cervello che vince il
combattimento.”

Simona Galassi.

(il Dott Daniele Trevisani è stato il Mental Coach di Simona per tutta la durata della preparazione nelle fasi sia di trainig mentale dinamico che training mentale alfagenico)

Vivere intensamente lo sport: unire la preparazione fisica, tecnica e il Training Mentale

Daniele Trevisani Simona Galassisimona_galassi_21Simona-Galassi-31_image_galleryDa: Il Diario di SIMONA …(DA LEGGERE PER CHI AMA LO SPORT VISTO DA CHI LO PRATICA E NON DA CHI NE PARLA SOLO) PS. Fonte: Blog di Simona Galassi, Campionessa Mondiale di Boxe

05/05/2013
ALLENAMENTO FULL TIME!!!!

Nonostante la chance mondiale sia definitivamente sfumata e la certezza di un Titolo d’Europa non sia ancora una notizia ufficiale….il mio programma rientra nel vivo e i ritmi di lavoro tornano incalzanti….il lavoro di preparazione atletica con Davide Carli si sta trasformando da funzionale allo specifico dell’esplosività ed il lavoro è tosto ma con grandi risultati… da Ale Duran siamo tornati alla classica e nutriente dieta di pane e guanti e devo dire che sono soddisfatta del fatto che pian pianino sto metabolizzando i nuovi schemi motori su cui sto lavorando da mesi con Alessandro e sul ring sta venendo fuori una nuova spontaneità pugilistica che spero possa colmare alcune delle mie lacune soprattutto nello stile di combattimento puramente professionistico….a ciò si aggiunge il lavoro con Daniele Trevisani che il venerdì mi coinvolge nel mio terzo allenamento giornaliero in un lavoro un pò diverso dal solito: una commistione di apprendimento tecnico e mentale in forma dinamica (ovvero un’applicazione pratica ) e il training mentale nella sua forma più pura attraverso le sedute di rilassamento e visualizzazione( dove io puntualmente raggiungo uno stato di rilassamento tale dove i miei pensieri partono per la tangente e vanno per conto loro!!!) ….questa settimana abbiamo lavorato ad esempio sull’applicazione della potenza nei colpi e nella fase dinamica è stato interessante il percorso di avvicinamento all’applicazione massima dell’efficacia: curare tutti gli aspetti, la respirazione, l’intenzione del gesto e gli aggiustamenti della distanza , dell’equilibrio che mi hanno portato al risultato di riuscire a rovesciare a terra con un colpo il sacco con base a terra che nei primi tentativi si inclinava ma non intendeva subire il mio ko!!!!! …iniziamo intanto ad atterrare gli avversari scarsi…..ah ah !

Questa domenica di riposo è stata un pò spenta a causa del tempo grigio e della pioggia ma aver ritrovato i semplici momenti da passare con gli amici, quelli veri è stata una vitale linfa nella risalita della lancetta dell’umore!!!

 

Nota:

Simona Galassi, Campionessa Mondiale di Boxe, è una veterana del ring ed inoltre laureata in Scienze Motorie… ps, la simpatia ed umanità di Simona si possono descrivere a fatica… occorre conoscerla di persona

Training Mentale negli Sport di Combattimento

Una sequenza serale tipica:

La prima fase è in piedi e molto movimentata, con esercizi che si fanno in movimento, chiamati “Training Mentale Dinamico” – circa 45 minuti con esercizi di

  1. “percezione aumentata”,
  2. “tempi di reazione”,
  3. “campi percettivi”,
  4. “inganno e finte”,
  5. “condizionamento mentale”,
  6. “archetipi del movimento”, e altri temi,

si passa poi alla fase da distesi:

  1. una fase di rilassamento,
  2. visualizzazione guidata e
  3. training mentale “alfagenico” da distesi.

Il tutto 1 ora e 30

Conferenze Festival dell’Oriente – Relazioni dott. Daniele Trevisani su Training Mentale

Conferenze Festival dell’Oriente – Relazioni dott. Daniele Trevisani su Training Mentale, preparazione gare, e preparazione psicologica per le arti marziali e sport da ring, previste per venerdì 2 novembre h 16-17 Sala Canova e Domenica h 16-17 Sala Canova. Viene esposta l’esperienza e le tecniche utilizzate per la preparazione di diversi Campioni Mondiali.

Di seguito l’elenco di tutte le conferenze disponibili

Come si migliora

Come si migliora? 5 approcci al Miglioramento Personale, nelle Arti Marziali, negli Sport di Combattimento, e in ogni capacità della vita.

Di: dott. Daniele Trevisani – Fulbright Scholar, esperto in Training Mentale, Potenziale Umano, Formatore e Personal Coach di Manager e Atleti di livello mondiale

Le nostre capacità si arricchiscono tramite diverse modalità.
Ne illustro alcune tra le più significative:

1. prova ed errore diretto: passare attraverso l’errore, provare, tentare, è spesso la modalità più efficace per scoprire la strada giusta. Ocorre provare e riprovare. La prova va arricchita dalla guida di un mentor o tutor che evitino di danneggiarsi eccessivamente e aiutino a raccogliere feedback e apprendere dall’esperienza; il ruolo essenziale di un buon coach è quello di preparare situazioni che siano a volte “leggere” e a volte “sfidanti”, alternandole, e definendo il grado di sfida giusto. Inutile far fare un combattimento vero ad un principiante con un super-professionista. Si distruggerà solo. Inutile mettere come primo “compito” ad uno che stia imparando l’inglese il fatto di fare una telefonata in Inghilterra. Dosare il giusto grado di sfida è compito del Coach veramente preparato. Mai sottoporre i ragazzi ad uno sforzo talmente esagerato che li danneggi anzichè fargli bene.
2. affiancamento ed osservazione: analisi del comportamento altrui. Questa tecnica non costruisce uno schema psicomotorio permanente (non è sufficiente osservare qualcuno per far entrare completamente una abilità) ma ne rende più facile la comprensione e l’assimilazione; guardare incontri, filmati, dimostrazioni, fermarsi a guardare gli altri, genera apprendimento. Guardate i filmati e video, riguardate al rallentatore le tecniche più interessanti.
3. active training: le tecniche di formazione attiva (active training) – tra cui il role playing e la simulazione, i giochi e i test, i project work e la realizzazione di progetti – attivano l’apprendimento basato sull’esperienza e si prefiggono di creare repertori di vissuto pratico, ai quali il soggetto possa attingere concretamente nello svolgimento della performance; quanto più le simulazioni si avvicinano alla realtà tanto più sono potenti.
4. esperienza sintetica: Training Mentale. Si tratta di attività di training psicologico che utilizzano la visualizzazione mentale. Esempio, in campo sportivo, rivedere mentalmente l’azione, o ripercorrere una gara mentalmente allenandosi a rilevare gli errori in ogni sua fase, o nel basket, praticare mentalmente e visualizzarsi in tiri al canestro sempre migliori. L’unione di training reale e training mentale ha prodotto in condizioni sperimentali effetti superiori al solo allenamento, in diverse discipline. Utilizzata in campo manageriale, la tecnica di visualizzazione può essere utilizzata per rivisitare un evento quale la riunione, una presentazione in pubblico, una vendita, e altre attività; negli sport da Ring è essenziale per trovare la concentrazione e togliere il rumore di fondo mentale e l’ansia. Nelle arti marziali è la via maestra per la ricerca del Ki o energia interiore.
5. auto-osservazione: osservarsi, rivedersi all’opera, poter ricevere feedback sul lavoro svolto, è uno strumento importante. Si possono vedere filmati di se stessi in azione e riesaminarli con l’aiuto di un coach preparato, che aiuti a trovare le aree su cui lavorare. L’osservazione può essere praticata su materiali registrati o audiovisivi, ed è fondamentale un lavoro di feedback sincero da parte del coach, oltre alle autoanalisi svolte dal cliente. Fatevi filmare, riguardate i filmati, cercate commenti da persone in grado di dare commenti interessanti, e ragionateci sopra.

Qualsiasi tecnica scegliate, non smettete mai di crederci.
Cambiatele provatele tutte, provatele in combinazione.
Non ci sono limiti al miglioramento, e mentre le capacità fisiche hanno alcune barriere dettate dalla genetica, non per questo dobbiamo pensare che non valga la pena allenarci. Allenarsi bene produce miracoli.
E anche le capacità psicologiche sono assolutamente lavorabili, sono frontiere ancora da esplorare e ricche di pietre preziose.
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Di: dott. Daniele Trevisani – Mental Trainer & Coach – Facebook address http://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani – Personal website www.studiotrevisani.it

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Note articolo:

© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume “Il Potenziale Umano” di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Approfondimenti del volume originario sono disponibili anche al link www.studiotrevisani.it/hpm2
– Non sono ammesse modifiche al testo.

Primi cenni sui segreti degli allenamenti dei professionisti di Arti Marziali e Sport da Ring

Segreti delle Arti Marziali e Kickboxing

Primi accenni ai Segreti del ciclo allenante e della sequenza allenante

Iniziamo a parlare di alcuni argomenti “segreti” ed “alchemici” del training marziale e combat, senza la pretesa di esaurire il tutto in un singolo articolo.

Tra  i principali segreti dei professionisti delle arti marziali e sport da ring si colloca sicuramente la “scoperta” del “ciclo allenante”.

Il   “ciclo allenante” corrisponde all’esatta localizzazione della molteplicità di stimoli a cui sottoporre il proprio corpo e la propria mente, e della molteplicità di metodi per aumentare il recupero. Molteplicità significa “più stimoli” e quindi varianza dei metodi di allenamento. Approccio olistico significa “allenare il tutto”. Allenare la Mente significa praticare Training Mentale. Attivare strategie di recupero significa studiare quali metodi (attivi) ci permettono di recuperare al massimo, incluso l’uso “alchemico” di integratori nutrizionali speciali (mai, e poi mai, da confondere con il doping).

Alla base di questo metodo, possiamo quindi individuare

1 – segreti relativi agli stimoli allenanti e alla varianza degli stimoli

2 – segreti relativi ai metodi di Training Mentale

3 – segreti relativi agli integratori “alchemici”

4 – segreti relativi ai metodi di recupero.

Daremo qualche breve cenno in merito

Esempio di segreti relativi agli stimoli allenanti:

– fare sparring ad occhi bendati a cortissima distanza (allena le capacità propriocettive – il sentirsi in azione, ed eterocettive – il sentire l’altro senza bisogno di vederlo fisicamente)

– variare le intensità di allenamento tramite cicli speciali che contengono momenti di “over-reaching”: situazioni allenanti nuovi e stimoli mai incontrati prima, al fine di uscire dalla zona di comfort. Un esempio: compiere Kata in acqua, o praticare shadow boxing in acqua. Queste pratiche limitano il movimento e costringono a “pulirlo”.

– Ma ancora, compiere riprese di combattimento con un “limitatore di fiato” (esempio, un respiratore da snorkeling, modificato) che riduce la portata di ossigeno. Queste pratiche devono essere sequite e programmate da un Maestro o Coach molto esperto perchè comportano rischi fisici.

– Il segreto dei segreti: il Training Mentale. Le Arti Marziali attingono ai repertori, enormi, di Training Mentale sviluppati dalle varie discipline di appartenenza. Gli Sport da Ring possono attingere a questi repertori (con l’aiuto di Maestri) o a tecniche sviluppate dalla psicologia occidentale, come il Training Autogeno, o le tecniche di Visualizzazione Guidata. I ogni caso, i veri professionisti allenano anche la Mente, attraverso sessione specifiche di Training Mentale. Qualli che lo praticano realmente, non lo dicono, ma lo fanno. Se hanno la fortuna di incontrare qualcuno che li segue in questo territorio delicato e pieno di improvvisatori, difficilmente divulgheranno cosa fanno e terranno per se questi segreti.

– Esempio di “segreti” alchemici rispetto agli integratori nutrizionali: l’utilizzo combinato di Omega 3 (le cui funzioni sono multiple e su più piani, sia fisici che mentali), e integratori per mantenere e rigenerare la cartilagine (prevenire dolori e danni a ginocchia, gomiti, spalle) che altrimenti, con lavori allenanti intensi e continuati, rischierebbe di consumarsi e produrre traumi precoci in chi si allena da professionista.

Ogni tipo di attività “segreta” punta a creare vantaggi competitivi, schemi mentali e schemi motori che l’avversario non si aspetta.

E, segreto nei segreti, punta inoltre a lavorare prima di tutto l’immagine mentale del movimento e poi, solo dopo, il movimento vero e proprio.

La creazione di schemi motori fisici nel training manageriale e sportivo è uno degli aspetti più trascurati. Molti training diffondono concetti ma non allenano l’azione correlata alla loro messa in pratica. Non si sviluppano quindi gli schemi motori verbali e fisici, l’abitudine a parlare in un modo diverso, o a rispondere con diversi comportamenti, a pensare in modo diverso.

L’active training o formazione esperienziale è una modalità di training in cui viene creata azione, per generare e allenare schemi motori fisici e schemi linguistici. Averli agiti in prima persona permette di poter ripescare dai propri repertori di memoria molto più rapidamente i comportamenti e le abilità, mentre la sola osservazione non lo fa.

Per ciclo allenante, quindi, non si intende solo la pratica di azioni sul piano esclusivamente muscolare o fisico. Può entrare in una sessione allenante anche la pratica di azioni verbali fisicamente poco impegnative, es: imparare a rispondere in modo diverso ad una frase che in genere ci mette in difficoltà, farlo attivamente e ripetutamente, sino alla sua assimilazione completa negli schemi verbali e comportamentali, o praticare un allenamento in condizioni estremamente diversificate rispetto al normale.

Le azioni che vengono praticate in modo diverso possono sbloccare gli schemi precedenti.

Rimanendo sul versante fisico, al termine del ciclo allenante (composto da stress positivo, alimentazione, e recupero/riposo), gli organi o le funzioni mentali o comunicative che hanno lavorato adeguatamente saranno più forti rispetto alla situazione di partenza.

Figura 7 – Sequenza di lavoro in un ciclo allenante e supercompensazione (dal libro “Il Potenziale Umano”, di Daniele Trevisani, Franco Angeli Editore, p. 72)

Il segreto è quindi nel tipo di stimolo da applicare, nel tipo e modalità di recupero da generare, nell’alchimia delicata sul rapporto tra stimolo e recupero, e nell’integrazione speciale, da realizzare con un piano individualizzato, e mai generico.

Il lavoro allenante si basa sul principio di supercompensazione: una ricarica di energie che porta lo stato post-training ad un livello superiore rispetto allo stato pre-training. Con stimoli allenanti corretti, la ricostruzione è lievemente superiore rispetto alla distruzione.

Per coordinare tutto questo, servono davvero veri Maestri, preparati non solo sulle “tecniche”, ma anche sui principi del “potenziale umano” affinchè le persone possano rimanere professionisti a lungo e non bruciarsi in una singola gara o stagione.

Personalmente conosco oltre 280 diversi metodi di allenamento, e 120 sostanze in grado di aiutare sia il recupero che la concentrazione, la forza o la resistenza, ma so bene quanto male possa fare un uso sconsiderato di queste sostanze, e ai miei allievi consiglio semplicemente di mangiare frutta e verdura, oltre che carni magre e fare una vita sana.

Ai selezionati allievi cui faccio da coach agonistico, creo tabelle allenanti speciali, che comprendono anche integratori specifici per la persona, ma mai e poi mai darò a qualcuno la seppur vaga idea che una qualsiasi sostanza possa sostituire il lavoro serio e continuativo che l’allievo fa con il proprio Maestro. Questo è il vero segreto. In prossime puntate, ci occuperemo di alcuni altri “segreti”, ma teniamo a mente – sempre – che niente sostituisce la continuità e la serietà. Il “fuoco sacro” dell’apprendere, è il vero segreto finale.

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dott. Daniele Trevisani, Maestro, 8°Dan Sistema Daoshi Bushido Total Fighting System.